"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)

martedì 24 marzo 2009

Quando Salento fa rima con inquinamento.

Finalmente anche la provincia di Lecce ha il suo ecomostro, ben inquinante, proprio al centro del proprio territorio e precisamente nel comprensorio del Comune di Maglie. Per la verità eravamo un po’ invidiosi della centrale di Cerano, vicina a Brindisi e dell’Ilva di Taranto, ci prendevano in giro, e “noi abbiamo più tumori di voi” e così via discorrendo.
Ricordo che da ragazzo ci raccontavano che al nord c’era più inquinamento, c’erano le industrie, si respirava male. Mentre qui da noi l’aria era buona. Certo, dovevamo rinunciare a qualcosa, ma almeno l’aria era buona. Ora, crescendo, abbiamo scoperto che l’aria, al sud, è buona perché nessuno fa i controlli. Così, alla prima verifica, si scopre che in provincia dei Lecce ci sono allevamenti con la diossina nel latte e che la colpa sarebbe di un inceneritore, gestito dalla Copersalento. L’impianto è stato chiuso per qualche giorno il 13 marzo scorso, in quanto i valori accertati dall’ARPA erano superiori di 8 volte, rispetto a quelli massimi ammessi per legge.
Nel luglio scorso, l'Arpa aveva riscontrato che la tossicità delle diossine prodotte era 420 volte superiore al limite. In quella occasione Provincia di Lecce, Comune di Maglie e Arpa ribadirono la necessità di avere da parte dell' azienda un piano operativo che avrebbe consentito di svolgere i controlli sulle emissioni così da assicurare i cittadini circa l'impatto ambientale sull'attività aziendale. Nel frattempo la Provincia aveva vietato alla Copersalento la prosecuzione dell'attività con l'utilizzo del "Cdr" (combustibile da rifiuto). L'azienda si era impegnata all'utilizzo esclusivo di cippato di legno vergine e in parte di nocciolino di sansa. Nonostante ciò, dopo le analisi effettuate, così come richiesto dalla Provincia, il valore accertato dall'Arpa, relativo alla presenza delle diossine nell'aria, in questi giorni era otto volte superiore a quello massimo previsto per legge.
Il Sindaco di Maglie ha avviato un procedimento amministrativo finalizzato all'emissione di un'ordinanza di immediata sospensione dell'attività di recupero di energia in regime di procedura semplificata della Copersalento, ma nel frattempo è già partito il dibattito politico, con il solito balletto dello scambio di accuse e scarico delle responsabilità. Altrettanto ozioso e odiato è il balletto degli esperti sulla reale nocività dei quantitativi di diossina rilevati nei fumi della Copersalento e negli animali. Secondo alcune dichiarazioni rilasciate dal professore Assennato, direttore dell'Arpa, non si tratterebbe di dosi tanto significative da incidere sulla salute umana. Non è dello stesso parere il presidente della commissione ambiente della Provincia, Nicolino Sticchi, il quale ricorda che sono ritenuti sopportabili da uno a quattro picogrammi per chilo di massa corporea e che la diossina ha la caratteristica di accumularsi e restare per anni nell'organismo.
Nel mezzo ci sono i cittadini che sanno che dei politici non ci si può fidare, soprattutto se sono in campagna elettorale. Quindi le associazioni del territorio stano affilando le armi consci del fatto che, ovunque sia la responsabilità di questo disastro, il riconoscimento dei propri diritti non sarà per niente automatico.

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