"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)

giovedì 19 marzo 2009

Vieni avanti, Mancino!

La notizia, quella di partenza, è che Luigi De Magistris ha lasciato il mondo delle toghe e ha scelto quello della politica. La mia personale reazione è che si tratta davvero di un peccato. Ho vissuto personalmente l'esperienza delle dimissioni, nel mio lavoro, dovute a cause, per così dire, tecniche. Ne sono uscito bene grazie anche alle alternative disponibili, ma capisco che in questo momento il dr. de Magistris deve provare dei sentimenti forti, contrastanti. Da una parte un senso di rilassatezza, rispetto alla grinta e allo stress che il suo precedente lavoro gli imponeva, dall'altra la certezza che anni di lavoro sono andati irreversibilmente perduti. Ha cercato di fare delle cose, mettendosi al servizio della società, ora farà delle altre cose, ma con la contaminazione del mondo politico che, per bene che vada, un marchio addosso te lo lascia. Magari sarà costretto a dare la mano a Mastella, quando si ristroveranno seduti fianco a fianco nel Parlamento Europeo.
E poi c'è la notizia di arrivo, quella secondo la quale su tale decisione si è fiondato Nicola Mancino, il vice Presidente del CSM, quello che aveva criticato ed osteggiato De Magistris a più riprese, il quale ha sentenziato che chi sceglie la politica, non deve più tornare a indossare la toga. Ora, che io ricordi non lo ha mai fatto nessuno, che bisogno c'era di ricordarlo anche in questa occassione? Personalmente credo che si tratti di un tentativo di creare una strada irreversibile per l'ormai ex magistrato, perchè evidentemente il suo lavoro fa ancora paura, tant'è vero che stanno cercando ancora di screditarlo, con avvisi di garanzia e quant'altro. Ma poi il democristiano Mancino, ritiene che la politica sia un fatto eterno, un potere acquisito per diritto, non un servizio. Chi va in politica non deve più tornare indietro, la politica è un mestiere non un servizio al cittadino. La raccolta di firme di Grillo durante il primo V-day non è servita a nulla, la richiesta di riformare la politica da parte di 350.000 cittadini non ha prodotto nessun risultato. In quella raccolta di firme c'era anche la proposta di esercitare il servizio di parlamentare per non più di due legislature, poi si torna a fare quello che si faceva prima, secondo lo spirito che, finito il servizio al popolo, si rientra nei ranghi. Mancino con il suo intervento scriteriato, invece, ha perso un'occasione per stare zitto e ha cercato di certificare che la politica è per sempre.

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