"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)

giovedì 8 ottobre 2009

Lo strano caso della bocciatura della legge Alfano

Facciamo il punto. Cosa rimane di tutta questa brutta vicenda del cosiddetto lodo Alfano?
Intanto che non è un lodo ma, come ha definitivamente sancito la Corte Costituzionale, si tratta semplicemente di una legge, impropriamente chiamata Lodo, perchè si voleva forse far credere che fosse il frutto di un accordo condiviso, ma che tale non è. A meno di non sospettare un ennesimo inciucio tra maggioranza e opposizione o tra magistratura e politica o vattelapesca cosa. Ma questa strada credo che non sia percorribile. Una legge dunque, e per giunta incostituzionale. E qui si apre un altro scenario. La palesità della sua incostituzionalità è stata ribadita, questa volta senza se e senza ma. La Corte ha stabilito che non si possono fare cambiamenti, perchè è il principio di fondo ad essere sbagliato: la legge non può essere diversa tra i vari cittadini italiani e non può neanche incorrere, come diceva Ghedini, ad una diversa applicabilità, pur in presenza di una uguaglianza di principio. Ma questo significa che il Capo dello Stato ha commesso una leggerezza, e continua a commetterne se l'altro giorno, dopo la firma allo scudo fiscale, ha contestato ad un cittadino che protestava per questa sua ennesima solerzia, dicendo che della Costituzione non aveva capito nulla. E sapete con quali argomenti? "Se io non firmo me la rimandano indietro e allora sono costretto a firmarla". Io non credo che questo possa essere un argomento sostenibile. Certo che gliel'avrebbero rimaandata indietro, signor Presidente, ma lei intanto avrebbe dato un segnale di insofferenza. Come la mettiamo ora con questo schiaffo da parte della Corte? Se lei avesse provato ad ostacolare la legge Alfano, ora nessuno potrebbe dirle nulla, ma lei ha voluto firmare stabilendo il record del mondo in fatto di velocità.
E veniamo alle conserguenze. Io credo che non accadrà nulla, anche se mi sembra strano questo attaccamento alla notizia. Eppure la stessa cosa è successa nel 2004 e non mi pare che se ne sia parlato tanto, che ci fossero state tante pressioni attorno alla questione, o addirittura i clacson delle auto in giro per alcune città. Certo, forse è passato del tempo e io non ricordo bene, è possibile. Ma questa volta mi sembra un po' diversa la situazione. Una cosa è certa: è bene che le cose rimangano come stanno. A meno che il clima non sia creato ad arte per richiedere elezioni anticipate, che naturalmente favorirebbero e rafforzerebbero l'attuale premier. A questo punto la palla passerebbe, manco a dirlo, al Presidente della Repubblica, l'unico che ha il poterre di sciogliere le Camere. Che vi devo dire, io spero che, nell'eventualità, a mio avviso improbabile, di dimissioni del Premier, il Presdiente Napolitano questa volta si fermi a riflettere su tutte le conseguenze possibili, politiche, economiche e sociali, prima di prendere qualsiasi decisione.

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