"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)

giovedì 6 agosto 2009

Il mantello rosso.

Il trucco è ormai vecchio e consunto, ma continua ad essere utilizzato e, quel che è peggio, a funzionare. Rappresentanti della Lega Nord sparano proposte, dettando l'agenda dell'informazione. L'opposizione, se così si può ancora chiamare, si indigna seguendo il mantello rosso come un toro, furioso e al tempo stesso vuoto di idee e di iniziative. Gli alleati fanno finta di indignarsi, ma intanto, sotto sotto, approfittano della confusione per fare altre cose in silenzio. A quel punto si fa marcia indietro lamentando i soliti equivoci da parte di una stampa carogna, si fa finta quindi di chiarire, di aggiustare il tiro. Nel frattempo gli elettori sono stati raggiunti, hanno capito che il parito va nella direzione auspicata ma le cose non si possono fare perchè ancora non ci sono i numeri, ma presto o tardi ci si arriverà. Questo è il clichè che si è puntualmente ripetuto ogni volta, per innumerevoli volte, che l'attuale capo del governo ha pronunziato determinate frasi che poi si è premurato di smentire il giorno dopo. Questo è accaduto quando Salvini ha insultato i napoletani, quando ha chiesto pullman separati per gli immigrati, quando qualcun altro ha chiesto le impronte digitali per i clandestini, classi separate per gli extracomunitari, maestri del nord al nord o esami di dialetto e giù giù fino ad arrivare alle gabbie salariali, smentite il giorno dopo senza sapere che era rimasta un'impronta sulla Padania del giorno prima. Così come era rimasta un'impronta sullo stesso giornale riguardo la definizione di Bossi nei confronti del suo alleato, il mafioso di Arcore. Per finire agli attacchi alla bandiera, quella stessa con cui sempre Bossi ci si sarebbe pulito il sedere, per dirla con un eufemismo, e quella stessa che pare non essere più adeguata a rappresentare gli italiani, almeno non senza averle affiancato altri simboli regionali. Insomma una elencazione molto triste, dove la tristezza sta nel non trovare nell'opposizione qualcuno che sia in grado di dettare lui l'agenda politica, con proposte serie, non dettate da mere esigenze elettorali. Tranne il solito Di Pietro, giudicato eversivo per il solo motivo di aver osato criticare educatamente e rispettosamente il Capo dello Stato. Ben venga dunque l'alleanza fra dipietristi e grillini. Gliene diranno di tutti i colori, ma credo fermamente che sia l'unica cosa buona dell'attuale panorama politico, visto che quello che, forse ancora per poco, è il maggior partito dell'opposizione è in coma profondo e nonostante ciò si è permesso il lusso di sbarrare le porte ad un comico e di infangare l'unico candidato alle primarie che avrebbe potuto portare qualche novità. Ben venga, è ora di vedere quanto pesa in Italia il popolo della rete.

1 commento:

  1. Che l'opposizione abbia bisogno di una centrifugata non c'è dubbio, ma non credo che potrà essere un giullare il Salvatroe della Patria !

    RispondiElimina