"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)

martedì 26 gennaio 2010

Stupefacente politica ...

Stupisce sentir parlare esponenti di un partito che ha scelto di chiamarsi 'Democratico', mentre disquisiscono davanti ai giornalisti che li pungolano, perché non stanno intervistando il capo supremo, sul tema delle primarie. Stupisce soprattutto perché non si tratta degli ultimi arrivati, ma di persone che si sono spese da tempo all'interno della sfera politca, hanno dato molto ed hanno ricevuto in cambio molto di più. Stupisce sentire Latorre, Bersani, D'Alema dire che le primarie sono uno strumento nelle mani dei cittadini, laddove le circostanze lo richiedano, laddove invece non è necessario le nomine vengono decise dall'alto. E' stupefacente sentirli disquisire dopo che hanno voluto ed approvato lo statuto del proprio partito, che ha dedicato un articolo intero all'argomento delle primarie e non è un articolo breve, anzi, è ben articolato e dettagliato sulle circostanze, i metodi e tutto il resto, come è gisuto che sia, in un partito che si definisce democratico. Questi signori, invece, mettono in dubbio la democrazia che avevano, in un primo momento, concesso. Come se si fossero resi conto che ne avevano concessa troppa ed ora cercassero disperatamente di fare un passo indietro. Stupisce che loro si sono opposti poco alle invettive della destra contro la Costituzione, lascia l'amaro in bocca il loro atteggiamento di rinuncia ad una opposizione valida, un atteggiamento che si comprenmde solo alla luce che, anche loro, nel loro piccolo, cercano di rinnegare regole statutarie che loro stessi hanno istituito. Stupisce, in tale perversa logica che abbiano chiesto al sindaco di Bari di proporsi come candidato alla presidenza della regione, sapendo che la cosa era incompatibile con la carica ricoperta. Stupisce sapere che era in cantiere una legge per consentirgli di poter procedere ugualmente alla esecuzione del famigerato progetto. A tale proposito stupiva, ma a questo punto ne abbiamo una risposta lampante, la scarsa opposizione nei confronti delle cosiddette leggi ad personam proposte ed approvate dalla destra di governo. Insomma, alla luce di quanto accaduto nel laboratorio della Puglia, ritengo che non ci si debba stupire più di nulla, neanche della volontà di appoggiare l'UDC, partito rappresentato, tra gli altri da un personaggio condannato in secondo grado a sette anni per reati di mafia. Di nulla, ormai, benvenuti in Italia.

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