"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)
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venerdì 4 dicembre 2009

E dopo la famigerata pandemia, arriva la stagionale.

Gli ultimi dati epidemiologici disponibili ci dicono che la pandemia da virus H1N1 è in calo. Infatti, nell'ultima settimana, sono stati colpiti 682.000 italiani, rispetto agli oltre 750.000 della precedente rilevazione. Ora siamo di fronte alla seconda ondata pandemica, che terminerà a fine dicembre e farà registrare in totale, secondo le previsioni degli esperti, 6 milioni di casi. I dati arrivano dai medici di famiglia della Società di medicina generale, riuniti a Firenze per il loro congresso annuale e che avvertono: a fine anno comincerà l'influenza stagionale che, prevedibilmente, colpirà altri due milioni di persone. Con un totale di 8 milioni di casi. Dunque la stagione influenzale si preannuncia come la più aggressiva degli ultimi 10 anni. Ma i medici della Simg tengono a sottolineare che "... il sistema ha retto bene, l'influenza suina non ha mai rappresentato un problema sanitario per il nostro Paese ma solo una sfida per l'organizzazione del sistema. Non si è determinata alcuna emergenza assistenziale. Abbiamo affrontato le criticità legate all'arrivo della pandemia grazie alla collaborazione tra le diverse istituzioni sanitarie". Insomma il sistema funziona e ciò potrà essere un insegnamento per il futuro. "La prevenzione col vaccino rimane la vera arma vincente", afferma Pietro Crovari, professore ordinario di Igiene generale e applicata dell'Università di Genova. "Anche se i casi stanno diminuendo - continua - è importante proseguire la campagna vaccinale e non abbassare la guardia". Per quanto riguarda il virus stagionale, spiegano gli esperti, questo ha una capacità diffusiva inferiore rispetto a quello pandemico. Solo il 25% dei casi infatti secondo le stime sarà attribuibile all'influenza stagionale. Queste percentuali possono essere ricavate dall'andamento dell'infezione nell'emisfero australe, dove il picco pandemico si è concluso la scorsa estate. I medici di famiglia mettono in guardia contro gli allarmismi, affermando che in molti casi hanno risposto concretamente all'ondata di panico, dando per primi l'esempio sul fronte della vaccinazione: pare infatti che 7 su 10 si sono vaccinati contro l'influenza A/H1N1. Un vero e proprio record, se si pensa che nelle precedenti stagioni influenzali solo il 40% degli operatori della sanità si era sottoposto a misure preventive.

giovedì 5 novembre 2009

Influenza A: due o tre cose per non aver paura.

Vorrei fare un po' il punto della situazione sull'influenza, quella suina, non quella stagionale, che pare non interessi a nessuno e che forse farà più vittime della prima.
L'esigenza deriva dal fatto che, da quello che si dice, sembra che nessuno, men che meno gli addetti ai lavori, ci stiano capendo qualcosa. Ma qualche concetto chiaro c'è e proverò a sintetizzarlo.
Intanto, a quanto pare ci troviamo davanti ad un malanno stagionale ben più banale di quello che si crede. Basti pensare che normalmente l'influenza fa un totale di vittime che si aggira attorno allo 0,2 per cento delle persone colpite, cioè mediamente, per anno, circa 4-5.000 morti, che nella stragrande maggioranza dei casi appartengono a categorie di persone già malate e costituzionalmente fragili. Quest'anno, per il sovrapporsi di due influenze stagionali, forse arriveremo ad avere 6-7.000 morti e questo accadrà indipendentemente dagli sforzi che si stanno facendo e si faranno per tamponare il fenomeno. Sia perché questa influenza suina ha un'alta diffusibilità, per cui si ammaleranno molte persone, sia perché, ripeto, si sovrapporrrà a quella stagionale. E' chiaro che più alto sarà il numero dei malati, più alto sarà il numero dei morti, è un fatto statistico. Ma torniamo alla mortalità per questa indluenza. Pare che i morti riconducibili a questo malanno siano ad oggi 24, a fronte di 250.000 casi diagnosticati e forse altrettanti, se non di più, casi non diagnosticati. Fonti del Ministero parlano dello 0,002 per cento, cioè cento volte meno della normale mortalità per influenza. E questo la dice lunga sulla letalità del virus. Quindi, a quanto pare, il problema non è sanitario ma sociale ed economico. La grande diffusibilità del virus, creando molti ammalati, porterà ad una forte riduzione della produttività da parte di servizi sociali ed aziende, in una situazione di grave crisi economica.
Ma c'è un altro dato che ci lascia disorientati. Si dice che il vaccino non sia sicuro e, anche qualora lo fosse, solo il 40 per cento della popolazione potrebbe essere coperto. Ma su questo, e soprattutto sulla sicurezza del vaccino ognuno dice la sua. Personalmente credo che la cosa da fare sia innanzitutto una accurata igiene personale, l'isolamento dagli altri attraverso il lavaggio delle mani, soprattutto dopo aver maneggiato oggetti di uso comune. A tale proposito possono tornare utili quei prodotti disinfettanti a base di ipoclorito, venduti in confezioni pratiche, da mettere in borsetta. Ma solo quelli, evitare di comprare antivirali o antibiotici, che nulla hanno a che fare col problema specifico. Far portare le mascherine alle persone che hanno contratto il virus, e provvedere ad un loro tempestivo isolamento, anche in casa, non necessariamente in ospedale anzi, se si evita di intasare gli ospedali, è meglio. Fatto tutto questo, si può scegliere di vaccinarsi o di non farlo, tenendo presente che il vaccino è comunque un intervento dell'uomo e che, in quanto tale, non è scevro da rischi. Infine, la scelta di vaccinare i bambini deve essere finalizzata, non tanto a difendere i piccoli, che non sono più a rischio degli adulti, a meno che non abbiano altre patologia associate, ma deve servire unicamente ad evitare la diffusione del virus, perchè i bambini sono difficilmente controllabili e quindi rappresentano un serbatoio molto potente. Non credo che ci sia altro da aggiungere se non la massima serenità possibile, perchè la paura crea confusione e, nella confusione, c'è sempre chi pesca e trae benefici, soprattutto economici.

giovedì 24 settembre 2009

Le ultime sull'influenza da virus H1N1.

Ancora un articolo pubblicato da Doctornews, che vi propongo volentieri, visto il clamore e le paure che ha rinnovato la morte della donna di Messina.
"Sono in arrivo, già entro questa settimana, le linee guida del ministero del Welfare sui casi gravi di nuova influenza A. "Mercoledì (oggi per chi legge) discuteremo nell'Unità di crisi del ministero le misure che abbiamo predisposto per questi casi acuti di polmonite. E mercoledì stesso, massimo giovedì, emaneremo una circolare o ordinanza per spiegare alle Regioni come devono comportarsi in questi casi". Lo ha annunciato il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio. "Al momento attuale non si sono verificate mutazioni del virus H1N1. L'andamento di questa influenza continua a essere più benigno del previsto", aggiunge il viceministro, che nelle scorse settimane aveva stimato un numero di casi gravi in Italia pari a circa duecento. "Proseguiamo nella direzione intrapresa - conclude - non ci sono motivi di preoccupazione legati agli avvenimenti degli ultimi giorni. Un decesso come quello della donna di Messina ce l'attendevamo". Fazio ha anche rassicurato i presenti sui piani di distribuzione del vaccino: "Il vaccino anti-H1N1 sarà pronto come abbiamo sempre detto tra il 15 ottobre e il 15 novembre - ribadisce Fazio - non abbiamo motivo di pensare che ci siano ritardi importanti. Può darsi che ci siano" dei ritardi, puntualizza il viceministro, "ma le prime dosi dovrebbero arrivare nei tempi previsti".
Margaret Chan, direttrice generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), precisa inoltre che il virus H1N1 non è mutato. Chan ha sottolineato che lo sviluppo dei vaccini per contrastare il virus sta procedendo rapidamente e in modo efficace. "Il virus può mutare in ogni momento - spiega Chan - ma da aprile, in base ai campioni su cui stanno lavorando i laboratori a livello mondiale, non ci sono state variazioni sostanziali dell'A-H1N1". Stando alle stime, a livello planetario la produzione di sieri si attesterà a 3 miliardi di dosi l'anno. "Solo i pazienti ad alto rischio come le persone obese o con patologie croniche - sottolinea infine la numero uno dell'Oms - corrono il pericolo di ammalarsi gravemente a causa del virus".