"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)
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lunedì 24 dicembre 2012
... umiliazioni ...
lunedì 28 settembre 2009
Oggi come allora il potere aggregante della televisione.
E' tanto che volevo fare questo post ed oggi, a dispetto delle tante cose successe in questo fine settimana, ho deciso di farlo comunque.
Non so se a voi capita, o se vi interessa, di vedere le partite del fine settimana sulle TV a pagamento. E se, quando decidete di farlo, preferite vederle in casa da soli, essendo possessori dell'abbonamento, o se andate a vederle, per necessità o per scelta, in una sala dove ci sono tante altre persone che vi assistono. Bene, io ho scoperto un sito internet dove è possibile vedere queste partite gratis e già un paio di volte nelle ultime settimane mi ci sono collegato, perchè non avevo voglia di uscire di casa. Ma che vi devo dire, in quelle occasioni io non ho provato le stesse emozioni che invece ho provato seguendo le partite insieme ad altre persone. Mi piace sentire i commenti, le grida di esultanza o di disappunto, le parolacce. C'è poco da fare, certi spettacoli sono un rito, un pò come quando ci riunivamo, da studenti, che avevamo giocato la schedina e ascoltavamo "Tutto il calcio minuto per minuto", ma solo i secondi tempi. Ve lo ricordate? Al primo collegamento si aggiornavano i risultati e poi via, a controllare e ad esultare, o ad arrabbiarsi, per ogni risultato che cambiava.
L'altra sera ho assistito ad una partita noiosa della mia squadra, il Lecce, ed ho avuto come la sensazione di essere uno di quegli attempati spettatori che agli albori della televisione si riunivano nei bar per guardare "Lascia o raddoppia", perchè non avevano l'apparecchio televisivo in casa. Ve lo ricordate? Lo hanno fatto vedere anche in diversi film, di uno me lo ricordo benissimo, era interpretato da Alberto Sordi che faceva la parte del vigile. Mi sono sentito uno di quelli ed ho pensato che la storia si ripete e che in fondo non è male ritrovare, anche nell'opulenza e nell'era di internet, un momento di aggregazione che permetta agli uomini di vedersi e condividere le stesse emozioni.
lunedì 22 giugno 2009
Rete 4, Europa 7 e l'informazione di regime.
Ieri, complice il maltempo, navigavo distrattamente per televideo, fino a quando, cercando nel settore 'Culture', mi sono imbattuto in un titolo, riferito alla pagina 168, che ha catturato la mia attenzione "22-30 giugno: Raiuno cambia frequenze". Ho aperto con grande curiosità ed ho letto d'un fiato. "Tra il 22 e il 30 giugno nuova sintonizzazione delle frequenze di Raiuno. In base alla nuova disciplina europea, la rete ammiraglia della Rai deve spostarsi sulla stessa banda di frequenza, per fare posto a Europa 7. Dalla razionalizzazione dello spettro nascerà una nuova rete, Canale 8, da assegnare all'emittente di Francesco Di Stefano, protagonista di un lungo contenzioso con il governo. Per continuare a vedere Raiuno basterà risintonizzare il televisore, come se si dovesse memorizzare per la prima volta il canale. Nessun problema per gli utenti già digitali."
Ora, io non so quanti di voi hanno seguito la vicenda di Di Stefano, quindi la riassumo brevemente. Nel '99, Europa 7 vince la gara per la concessione delle frequenze nazionali, passando davanti anche a Rete 4. Naturalmente, per la condizione di privilegio di cui gode il proprietario, quest'ultima, invece di trasferirsi sul satellite, continua a trasmettere ignorando tutte le sentenze, anche quelle europee, che di volta in volta e di giudizio in giudizio, gli hanno dato torto. Fino a quando, l'Europa stabilisce che se l'Italia non provvederà entro il 31 dicembre 2008 all'assegnazione delle frequenze di cui ha legittimamente diritto Europa 7, verrà multata nella misura di 350.000 euro al giorno a partire dal 1° gennaio del 2006. Così, con un colpo di mano, il governo decide che a perdere le frequenze non sarà Rete 4, che ha perso la gara, ma sarà Raiuno.
Per cui, mentre Rete 4 continuerà a trasmettere indisturbata, la Rai dovrà incorrere nel rischio di non essere visibile in alcune zone del Paese, nonostante in quelle zone si paghi regolarmente il canone. Lo stesso rischio che correremo tutti noi nel momento che si passerà dall'analogico al digitale terrestre, invece che al digitale satellitare, come sarebbe stato più logico, viste le carattereistiche del territorio italiano, anche qui per una precisa scelta del governo. O meglio del capo del governo, che nell'un caso e nell'altro ha un conflitto di interessi grosso quanto una casa e, in virtù di questo penalizza gli italiani, che sono costretti, in un caso e nell'altro, ad assistere impotenti a tale sopruso. Non solo, ma dobbiamo anche vedere scritto su Televideo Rai che si tratta di "una razionalizzazione dello spettro", che Di Stefano è stato "protagonista di un lungo contenzioso con il governo", che questa porcheria si attua "in base alla nuova disciplina europea" e infine che "non vi sarà nessun problema per gli utenti già digitali". Questa è informazione di regime, nel metodo (non è stato fatto nessun comunicato ma la notizia è stata relegata alla pagina 168 di televideo), e nel merito (sono state falsate tutte le informazioni, nascondendo che il contenzioso non era tra Europa 7 e il governo, ma tra Europa 7 e Rete 4).
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