"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)

mercoledì 16 febbraio 2011

Però la dignità, dove l'avete persa?

L'evidenza della prova rende ancora più bruciante il giudizio e il rammarico per la rappresentanza parlamentare che siede a Montecitorio.
Sapevamo da tempo di avere a che fare con un premier su cui si nutrono forti dubbi di moralità, così come sapevamo che lo stesso signore è in forte odorato di vera e propria delinquenza ma, non essendo mai stato condannato, semmai prescritto o graziato da leggi che sembrano create ad hoc, dobbiamo considerarlo innocente, a meno di non voler sostenere che, se ha commesso dei reati nel momento in cui le leggi non c'erano ancora, ha comunque scavalcato la legge vigente e quindi si potrebbe considerare comunque un delinquente. Ma questa è filosofia giurisprudenziale, la realtà è un'altra cosa. Sapevamo, dicevo, che il nostro frequenta prostitute, ma probabilmente a sua insaputa, e comunque questo non cambia nulla, probabilmente molti italiani si comportano come lui, molti frequentano prostitute e non si meravigliano se il proprio premier fa altrettanto, in barba al ruolo istituzionale che ricopre e alle battaglie per la famiglia che continuamente cavalca, fianco a fianco con la Chiesa. E siamo ai giorni nostri, con la frequentazione di prostitute, questa volta minorenni, e con la effettuazione di reati tesi a nascondere questa squallida realtà. Sappiamo anche questo da mesi, checché se ne dica, al di là delle scuse inventate, prima con Noemi Letizia, poi con Ruby. Con la sua morale e con la legge se la vedrà lui, dentro e fuori dai tribunali, non è affar nostro. E' affar nostro invece un Paese bloccato, che sprofonda sempre di più, ed è affar nostro il fatto che in un grigio giorno d'inverno, il più basso dell'Italia Repubblicana, 315 parlamentari, negando l'evidenza delle prove poi riscontrata dai giudici, un'evidenza talmente importante da giustificare un processo immediato, hanno sfilato davanti ad un'urna e hanno addirittura chiesto di intervenire e di parlare, per dire che per lui Ruby era veramente la nipote di Mubarak e che è intervenuto unicamente per salvare i rapporti diplomatici con l'Egitto, da grande statista. Ora io mi chiedo: ma quanto è corrotta e ricattabile la nostra classe politica (e dico classe politica, non maggioranza, perché un'opposizione degna di questo nome avrebbe già fatto saltare tutto da un pezzo)? Può una classe politica ridotta in queste condizioni esprimere riforme e leggi in grado di salvare il nostro Paese da una decadenza inesorabile? E qual'è la differenza fra le escort e i parlamentari se non che fra le escort si è aperto un fronte, perché loro un po' di dignità ce l'hanno, mentre i parlamentari la dignità non sanno neanche dove stia di casa?

Nessun commento:

Posta un commento