"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)

martedì 14 dicembre 2010

Roba da ricchi.

Non so chi vincerà tra un'ora o due. So solo che questa classe politica si comporta come se quello che stanno facendo fosse la cosa più importante del mondo e non si rendono conto che sono solo dei pezzenti che pateggiano con lo champagne, credendo di essere ricchi. Come se i disastri di Pompei di colpo fossero stati cancellati, come se fosse finita la spazzatuta a Napoli e provincia e a Palermo e provincia, di quella infatti non parla più nessuno da mesi e non ne ha parlato neanche il Presidente del Consiglio nel suo discorso di chiusura di ieri. Forse perché a Napoli c'è un sindaco di sinistra mentre a Palermo da sempre hanno comandato i suoi. Come se non esistessero i problemi dei terremotati dell'Aquila che, a dispetto di quanto detto dal premier ieri, oggi sono a Roma a protestare proprio contro di lui e contro le politiche del suo governo. Come se non ci fosse la crisi economica, a dispetto dei dati forniti da Tremonti, anche se né lui, nè il capo del suo gabinetto ci hanno spiegato che cosa hanno fatto in concreto più degli altri Paesi che, a loro dire, stanno peggio di noi. Come se la disoccupazione di migliaia di persone non esistesse e non esistessero i cassintegrati che presto ingrosseranno le file dei disoccupati e le decine di morti sul lavoro. Come se non esistesse una scuola e, in generale, una cultura da rigenerare. Come se non avessimo già abbastanza grane per doverci anche accollare una classe politica inefficace, pasticciona, inutile. Sì, inutile, perché gli italiani vanno avanti da sé, gestiscono la propria vita senza aspettarsi nulla da questa gente che fa finta di governare e che invece è costantemente protesa alla cura dei propri interessi.
Non so come andrà a finire, ma, comunque vada, spero che finisca presto questo tormentone e che si ricominci a parlare presto dei problemi della gente che ormai ha smesso anche di aspettare.

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