"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)

venerdì 27 aprile 2012

Le reni della Grecia

Non credo che l'idea di Libero, sul titolo di prima pagina, oggi sia stata felice. Non credo proprio, anche se, devo ammettere, spesso riesce a stupirmi. Oggi il quotidiano diretto da Belpietro titola "Monti ci spezza le reni per dar soldi alla Grecia". Per quelli che non lo sapessero, questo titolo riecheggia parole di mussoliniana memoria quando, nel corso della seconda guerra mondiale, il duce diceva di voler spezzare le reni alla Grecia dopo quella sciagurata e vituperata, dagli alleati tedeschi, missione.
In sono daccordo con quanti sostengono che in Italia bisogna essere non solo a-fascisti, ma anche anti-fascisti. Non basta dire che non siamo fascisti, ma bisogna essere convintamente contro il fascismo per poter superare ogni forma di attesa dell'uomo della provvidenza e cominciare a lavorare da cittadini responsabili, come avviene nella maggior parte dei Paesi civili e sviluppati che, guarda caso, stanno meglio di noi.
Dire che ci spezzano le reni per favorire la Grecia, significa dire che quando c'era lui, caro lei, le reni alla Grecia le spezzavamo noi, dimostrando di non aver capito nulla della storia e dell'ironia che si nasconde oggi in quella frase. Oggi, invece, questi tecnici, spezzano le reni a noi per favorire la Grecia. Della serie che si stava meglio quando si stava peggio.
Caro Belpietro, non ho mai avuto stima di te come giornalista, ma c'è una cosa che oggi voglio proprio dirti fuori dai denti. Cambia mestiere, farai un vero servigio ai cittadini italiani!

giovedì 26 aprile 2012

Sacche di ipocrisia

Credo che l'attuale panorama sociale e politico italiano offra spunti per commentare fiumi di ipocrisia. Partiamo dalla scomparsa del povero Morosini. Fermo restando che è stato giusto fare tutto quello che è stato fatto, cioè la sospensione delle partite, i minuti di silenzio, le manifestazioni, gli applausi al passaggio della bara con tutte le magliette e le bandiere che lui aveva rappresentato, tutto, insomma. Trovo ipocrita aver fatto tutto questo, ad esempio, da quelle persone che fino ad un giorno prima ne avevano ignorato l'esistenza, nonostante la vita travagliata che quel povero ragazzo aveva vissuto. Ma soprattutto trovo ipocriti tutti quei rappresentanti delle istituzioni che quando si tratta di spellarsi le mani in pubblico per celebrare eventi che in qualche modo li vedono in prima fila, sono sempre lì a farsi vedere, quando invece si tratta di fare delle buone leggi per ridurre i morti sul lavoro non ci sono mai, perché tanto quelle non portano voti e consensi, perché chi fa bene il suo mestiere bene non va a finire in prima pagina. Perché di questo stiamo parlando, cioè di morti sul lavoro, quale è stato Morosini, il quale, è vero, è morto probabilmente per un difetto genetico, ma è pur vero che è morto sul lavoro come migliaia di padri di famiglia che ci lasciano ogni anno.
E veniamo ad un'altra ipocrisia, se possibile più grossa, quella cioè del Capo dello Stato. Mi piacerebbe sapere a chi si riferiva quando parlava di demagogia, populismo e antipolitica. Si riferiva a chi si sta facendo portavoce di una sacrosanta protesta verso una classe politica corrotta e incapace di portare avanti un qualsiasi progetto di difesa dei cittadini italiani, associando a questa protesta dei concreti progetti di crescita culturale, morale e sociale, un programma serio, articolato in cinque punti. che poi sono diventati sette e tendono a crescere, secondo le idee che giungono dal basso. Oppure Napolitano si riferiva a quei politici che hanno distrutto la politica e sono oggi i maggiori rappresentanti dell'antipolitica, perché di politica non sanno nulla e, interviste alla mano, non vogliono sapere nulla, basti pensare che Marcello Dell'Utri, condannato per associazione mafiosa, inventore e fondatore del partito Forza Italia, disse che non gli piace la politica e che vi era entrato per evitare di finire in galera (parole sue). La politica, dunque, per molti di loro è solo fonte di privilegi, dimenticando che dovrebbe essere soprattutto lavoro da svolgere al servizio della comunità, la quale si aspetta soluzioni per i problemi di ogni giorno. Io credo che Napolitano si riferisse ai primi, anche perché poi si è limitato a bacchettare i secondi che, per nulla scossi dalla vergogna che avrebbe dovuto seppellirli da tempo, continuano e continueranno finché gli sarà permesso, a fare una pessima pubblicità alla politica politica.

mercoledì 4 aprile 2012

Ma per favore ... !!!

Ascoltavo alla radio le opinioni di alcuni cittadini riguardo lo scandalo che sta travolgendo la Lega. L'ennesimo scandalo politico che imperversa in questo periodo torbido per la nostra disgraziata Repubblica. L'ennesimo scandalo di corruzione politica, che viene dopo innumerevoli scandali che, prima della Lega, hanno coinvolto il PD, l'API, il PDL e tutto il cucuzzaro. Della serie che il più pulito ha la rogna. Bene, di fronte a questo, anche a sprezzo del ridicolo, i partiti continuano a parlare di operazioni all'insaputa, di complotti, di arcani disegni mascherati da volgari persecuzioni giudiziarie. Chi ha fornito ai giudici le informazioni che hanno fatto scattare le indagini? E poi proprio sotto le elezioni, ma guarda un po'.

Beh, vorrei dire a quei quattro o cinque cittadini che ancora sposano queste strampalate tesi che il panorama politico coinvolto va dall'attuale maggioranza all'attuale opposizione. Sono coinvolti partiti che stanno con il Vaticano e quelli che stanno contro, quelli che stanno con Monti e quelli che Monti non lo vogliono. Sono coinvolte giunte regionali e comunali di destra e di sinistra (si fa per dire). Bene, allora o i giudici vogliono fare un golpe contro i politici, fermo restando che la Costituzione prevede l'obbligatorietà dell'azione penale. Oppure il golpista è uno come Beppe Grillo, l'unico pulito, insieme forse a IDV, che pure ha fatto i suoi errori politici, tipo l'immutabilità del simbolo e la candidatura di Leoluca Orlando dopo la sconfitta alle primarie di Palermo.

Insomma io credo che non ci siano complotti e che la storia, in fondo, è quella che noi costruiamo e ci meritiamo come singoli cittadini e come popolo.

mercoledì 28 marzo 2012

Il dramma dell'ingordigia.

Alla base di tutto c'è l'ingordigia degli uomini. Sto leggendo, in questo periodo, un libro in cui, tra le altre cose, c'è scritta una grande verità: noi non abbiamo ancora completato la nostra evoluzione verso lo stato di esseri perfetti. Cioè, l'uomo non è ancora un essere superiore rispetto al resto del creato, continua ad avere in se degli aspetti che lo accomunano agli altri animali. Insomma, per dirla con l'autore del libro, che a sua volta riprendeva un altro autore del passato, siamo ancora centauri, un po' uomini, un po' animali. Forse un giorno, se la natura ce lo permetterà, diventeremo quello che siamo destinati ad essere, completando così la nostra evoluzione.

Ho provato a guardare l'uomo dall'esterno, fuori da questo mondo, ho cercato di immaginare i grandi sommovimenti che animano l'Universo e poi, da lì, ho visto l'uomo, vessato dalla sua ingordigia. Un male che gli sta peggiorando sensibilmente la qualità della vita e che forse gli toglierà la possibilità di sopravvivere nel pianeta nel quale è stato catapultato. Pensiamo all'inquinamento, ai disastri ambientali, alla corsa infinita verso inutili impegni istituzionali, accanto a persone che, immobili, continuano a morire di fame. Stiamo morendo tutti, poveri e ricchi, sopraffatti dal cancro dell'ingordigia che ci porta a volere sempre di più, a collezionare, senza tregua, a scapito di altri, pezzi di carta e di metallo volgare, solo perché gli abbiamo dato il nome di banconote e monete.

Credo che l'unica soluzione sia mettere un limite a questa possibilità di accumulo, solo così tutti potremmo riaprire gli occhi e cominciare a guardarci in faccia per scoprire finalmente cosa eravamo diventati.

martedì 27 marzo 2012

Il Papa e il marxismo.

E' di questi giorni la notizia che il Papa è a Cuba, in visita ufficiale, dopo essere stato anche in Messico. Prima di partire, o comunque mentre era nel viaggio di andata, ha affermato che il marxismo è superato e non ha più ragione di essere nella storia del mondo, o qualcosa del genere.

Ora, io non dico che il Papa debba tessere le lodi del marxismo ateo, certamente e giustamente non può essere così. Bisogna però far notare al Papa che l'alternativa al marxismo, non nei suoi aspetti religiosi, ma nei suoi aspetti economici, è il capitalismo, che tante vittime sta mietendo nel mondo, a dispetto della fede che anima i suoi sostenitori. Io credo che la ricchezza del mondo non sia infinita, né incrementabile. La ricchezza del mondo è immodificabile e ne spetta un pezzo ciascuno a tutti gli abitanti del pianeta. Da questo deduco che, se uno prende più di quello che gli spetta, a qualcun altro spetterà meno. Un po' come i polli della statistica, che se tu mangi dieci polli e io ne mangio zero, ne mangiamo cinque a testa. Allora io non dico che tutti dobbiamo mangiare cinque polli, ma a tutti deve essere garantito di mangiarne almeno uno, mentre a chi vorrebbe appropriarsi di tutti i polli bisognerebbe dire che non gliene spettano più di un tot, perché anche agli altri ne spettano un tot. Non credo che ci sia nulla di male a porre questi vincoli nello sviluppo dell'economia globale. Ci sarebbe anzi una migliore distribuzione del denaro e, possibilmente, del lavoro. Certo, perché se uno non può guadagnare più di un tot, evita di lavorare più di un tot, lasciando un po' di lavoro anche agli altri. Chissà cosa aspettano il Papa e gli altri potenti del mondo a regolamentare la libertà indiscriminata dell'uomo in favore di una più salutare libertà vigilata.

Forse il Papa avrebbe dovuto chiarire meglio il suo pensiero e fermarsi agli aspetti religiosi, senza dare fiato a chi ritiene di poter disporre in maniera indiscriminata della ricchezza del mondo a dispetto degli altri e soprattutto dei principi della solidarietà di cui le religioni del mondo sono pregne.

martedì 20 marzo 2012

Il ruolo della politica

Non credo che la crisi dipenda dall'articolo 18. E nemmeno la sua soluzione passerà da questo odiato disposto normativo. Condivido il commento di quanti dichiarano che a volte le tutele sindacali sono eccessive rispetto a lavoratori che tali dimostrano di non essere, infangando con un comportamento lavativo, e non lavorativo, un'intera categoria di colleghi. Ma la soluzione non può che essere un'altra. Non credo di essere all'altezza di parlare dei rapporti fra lo Stato e le Organizzazioni Sindacali, ne sa certamente più di me il ministro Fornero.

Quello di cui credo di poter parlare con cognizione di causa è la separazione delle carriere fra politici e ladri. Stamattina, ascoltavo la radio e il programma Caterpillar AM di Radio 2 proponeva un sondaggio fra gli ascoltatori. Visti gli ultimi sviluppi giudiziari, chiedevano i presentatori, siete daccordo nell'impedire ai politici condannati in primo grado a candidarsi? Beh, fino a quando ho ascoltato io, è stato un plebiscito. Ma molto indicativa è stata la prima telefonata, che rispecchiava esattamente il mio pensiero. La signora al telefono diceva che i politici sono al nostro servizio, rappresentano un settore pubblico disponibile per il cittadino, come le poste, le ferrovie, la sanità e così via. In pratica è come se in casa avessimo la governante, il maggiordomo, la baby sitter. Nessuno di noi, credo, si terrebbe in casa una persona per la quale vi è anche solo il sospetto che abbia commesso un furto. Quindi, concludeva la signora, per lei basterebbe anche solo un avviso di garanzia per eliminare la possibilità di candidatura della persona interessata.

Forse io non sono così drastico, perché questa potrebbe rappresentare un'arma per eliminare un concorrente. Credo però che il rinvio a giudizio sarebbe un ottimo spartiacque fra la candidabilità e il divieto. Non solo, quello dovrebbe essere uno spartiacque anche per la prescrizione, cioè, dopo il rinvio a giudizio il processo si deve completare , passassero anche vent'anni.

Fatto questo, si potrebbe cominciare a parlare di lavoro e dei lavoratori italiani insolenti che tanto male fanno all'economia mondiale.

sabato 10 marzo 2012

Ipocrisia

Ho sbagliato
e per l'errore che ho commesso chiedo scusa
ho sbagliato
e per l'errore che ho commesso pagherò
ho sbagliato
e per l'errore che ho commesso ho già pagato
ho sbagliato
e per l'errore che ho commesso morirò
ma quanti errori restano impuniti
e quanti ancora sono sconosciuti
e quanti errori chiamano altri errori
errori che nessuno pagherà
ho sbagliato
e per l'errore che ho commesso
la gente che mi assolve pagherà

Un tuffo al cuore

Ho visto gli occhi di una donna
chinarsi in una smorfia di pudore
e un gesto di sorriso fiorire dolcemente
e illuminare un volto senza tempo.

Ho visto il mare, disteso ed infinito,
lucente sotto il sole del mattino,
quando il silenzio della sabbia,
fresca della notte, lo circonda.

Ho visto un tuffo, di gioia liberata,
erompere da un cuore timoroso,
ho visto un tuffo, ho perso l'orizzonte,
poi la vertigine ha preso il sopravvento.

giovedì 1 marzo 2012

Tutto porta nella stessa direzione.

Accadono cose, in questi giorni, apparentemente staccate l'una dall'altra ma che, secondo me, ad una attenta analisi, conducono ad una sola identica matrice.

In Val di Susa, per esempio, si sta combattendo una guerra volta a stabilire un diritto rispetto ad un altro. Però, mentre chi è favorevole alla realizzazione del TAV (maschile, perché significa treno ad alta velocità, se fosse stato femminile allora si sarebbe dovuto chiamare FAV, ferrovia ad alta velocità, o semplicemente AV, cioè alta velocità) ne parla quasi per partito preso, evitando accuratamente di fornire dati a supporto delle proprie idee, chi è contrario al TAV snocciola percentuali e cifre che fanno pensare anche a chi non conosce bene la situazione, come il sottoscritto, che effettivamente la realizzazione del TAV corrisponda alla costruzione della classica cattedrale nel deserto, che il giorno dopo l'inaugurazione verrà lasciata a marcire laddove è stata realizzata, coperta dalle erbacce e dal disastro ecologico conseguente. Ma i partiti sono daccordo, tutti, quasi senza eccezioni, tranne forse il timido abbaiare di qualcuno che comunque cerca di non disturbare più di tanto.

Un'altra cosa che salta agli occhi in questo perdiodo è la grande popolarità del presidente del consiglio Monti che contrasta vivamente con la impopolarità delle sue scelte di governo. Mi sono chiesto come mai e forse ho trovato una risposta plausibile. Monti, nell'immaginario collettivo degli italiani, rappresenta l'antipolitica, quello che ha cacciato i partiti dal governo (ma non dal parlamento) e sta facendo uno sforzo sovrumano per rimettere a posto le cose. Credo che i partiti faerebbero bene a tenere a mente questo fortissimo segnale e non nella direzione di spostare le elezioni di un anno, perché pare che ci sia il rischio di una altissima astensione (più del 50%) nelle elezioni del 2013.

L'Italia, come il Belgio, sta vivendo una fase politica in cui i partiti sono assenti. In più i nostri partiti sono corrotti, marci dentro, tutti presi da interessi inenarrabili, ma che a piccoli bocconi, infestano le cronache giudiziarie e stabiliscono che in Italia vi sarebbe, secondo loro, una feroce lotta fra magistratura e politica. Io credo che i partiti dovrebbero essere azzerati e dovrebbero nascere, in Italia, sessanta milioni di nuovi partiti, i cittadini italiani, che finalmente scelgono con la propia testa e la smettono di schierarsi come se quello che succede non li riguardi direttamente ma vada nella direzione illusoria di una partita, in cui perfino chi riesce a non pagare per un reato, non sia un delinquente in libertà, e quindi uno che merita il disprezzo del popolo, ma uno che l'ha spuntata rispetto alla magistratura.

martedì 31 gennaio 2012

Italia unita contro un solo nemico.

E' di qualche giorno il sostegno che la Lega ha dato all'amico degli amici, Nicola Cosentino, napoletano e sospettato di camorra. Sono delle ultime settimane i dati che confermando l'allarme lanciato da più parti in Italia, non ultimo quello forte di Roberto Saviano, circa il fatto che nel Nord , in Lombardia, a Milano, vi è una forte presenza di famiglie in odore di mafia. In particolare la 'ndrangheta pare abbia messo solide radici nella città meneghina.

Ma non è vero, si diceva in un primo momento per nascondere. E poi, se anche fosse, si è detto in un secondo momento, la differenza fra nord e sud non è nella delinquenza che, certo, è presente un po' dappertutto e ci mancherebbe altro. Quello che cambia è la mentalità, al sud ci sono i pigri, un tessuto sociale che vive nella cultura del privilegio, i furbi che scansano il lavoro e cercano le prebende dello Stato. Al nord ci sono i lavoratori, la gente del fare. E poco importa se poi i lavoratori del nord sono anche meridionali o loro figli.

Ma dopo Cortina e Milano (ma anche Roma), dopo che il 30 (trenta) per cento degli esercenti dei servizi commerciali non erogava lo scontrino, dopo che il ricavato a Cortina è schizzato del 400 (quattrocento) per cento e a Milano del 200 (duecento) per cento, beh, allora io non credo che l'Italia sia poi così divisa su questo versante, soprattuto alla luce del fatto che la Lega, quella di 'Roma ladrona', ha portato in Tanzania il ricavato del finanziamento pubblico (rimborsi elettorali), e dopo che il capo assoluto del PDL è implicato in un processo in cui verrà certamente condannato per corruzione, dal momento che Mills, nello stesso processo, ha già ricevuto una sentenza definitiva di condanna in prescrizione.

Allora smettiamola con questi infantilismi. Nord e sud sono solo un luogo geografico, la gente, nel bene e nel male, è sempre uguale ed è chiamata, al nord come al sud, a drizzare la schiena, uniti contro un solo nemico: una crisi senza precedenti.

venerdì 13 gennaio 2012

Il caimano è vivo e lotta contro di noi.

Il padrone del Milan pone il veto e l'affare Pato non si fa. A cascata non andrà in porto il trasferimento di Tevez al Milan e forse ci saranno ricadute anche su altri contatti che avevano preso corpo negli ultimi giorni.

Il padrone del Parlamento pone un aut aut (si scrive così perché è un latinismo, non una citazione anglofona, come alcuni sono portati a credere) e l'arresto sacrosanto di Cosentino non viene autorizzato. Chissà quante cose aveva da dire quell'uomo, per tenere buona anche la Lega del duro e puro (si fa per dire) Bossi. Ora perfino a Radio Padania sono venuti alla luce molti mal di pancia da parte del popolo leghista, anche perché una parte dei deputati del Carroccio aveva votato per l'arresto (sacrosanto).

I giudici della consulta bocciano i referendum per l'abolizione della vigente legge elettorale e c'è in particolare uno che esulta per lo status quo (altro latinismo, me ne scuso, ma oggi è proprio giornata), perché questa legge che il suo stesso ideatore aveva definito "porcata" (da cui il famoso porcellum e sono tre ... i latinismi) gli aveva consentito, non solo di vincere le elezioni, ma di comprare secondo le necessità, uno o più parlamentari, utilizzando alternativamente soldi, posti di lavoro o semplicemente l'arma del ricatto, riducendo la Camera dei deputati in quel famigerato mercato delle vacche che era diventato, fino alle sue dimissioni spontanee (per la verità indotte dal rischio di fallimento delle sue aziende).

Tre avvenimenti hanno segnato la giornata di ieri. Apparentemente slegati l'uno dall'altro, ma in realtà molto sintomatici di una situazione in cui c'è sempre un uomo che continua ad imporre le sue decisioni, indipendentemente dalla volontà e dalle esigenze degli altri.

sabato 24 dicembre 2011

Ad esempio l'ICI.

Io credo che bisogna tornare alla funzione originaria delle tasse. La società in cui viviamo è strutturata in modo che tutti siamo legati, poco o molto, agli altri. In questo senso le tasse giocano un ruolo di collante, perché rappresentano un contributo che ciascuno è chiamato a dare per avere in cambio servizi socialmente utili. Poi, certo, c'è il privato che lavora a scopo di lucro e si interessa di un certo settore, completando la fornitura delle pubbliche istituzioni. In questo senso, il fu ministro Padoa Schioppa disse che le tasse sono bellissime, prendendosi un marea di improperi. E' bello contribuire tutti insieme ad una causa comune, serve alla causa e serve a noi per sentirci una comunità. E' triste sapere che vi sono soggetti che evitano di contribuire e pretendono di far parte ugualmente della comunità.

Ad esempio, l'ICI è una tassa che i cittadini, possessori di un immobile, sono chiamati a versare per contribuire alle opere di urbanizzazione e di manutenzione che i comuni devono effettuare per servire quelle strutture. In quest'ottica è senz'altro giusto pagare questa tassa, così come è ingiusto e insensato che questa tassa vada a finire nelle casse dello Stato (l'idea che ha avuto Monti, che ha sostituito l'ICI con l'IMU). Così come non ha senso che alcuni titolari di immobili siano esentati dal pagamento. Ora, io non ce l'ho espressamente con il Vaticano, ma mi chiedo perchè l'ICI , o IMU che dir si voglia, non viene fatta pagare a tappeto, a tutti, ma proprio a tutti. Io credo che lo spirito non debba essere quello punitivo e vessatorio del fisco ma, alla luce di quello che ho detto, può e deve essere considerato un contributo di solidarietà e di appartenenza ad una comunità, una cosa bella, insomma, da pagare volentieri. Come quando, da ragazzi, giocavamo una schedina in comune e poi, se ci scappava una piccola vincita, si divideva da buoni amici o magari si andava in pizzeria. Allo stesso modo io credo che l'ICI la debbano pagare anche gli immobili appartenenti alle istituzioni, Palazzi comunali, provinciali e regionali, ministeri, parlamento, Quirinale e quant'altro. Così come luoghi di culto e non. Alla fine il sindaco, nel comporre il bilancio, inserisce anche la quota spettante al comune e la pone in bilancio. In questo modo finirebbero tutte le zone d'ombra, lucro, non lucro, e culti vari. Questa sarebbe la vera svolta democratica auspicabile. Pagare tutti per pagare, finalmente, meno.

mercoledì 21 dicembre 2011

Freud e il lavoro



Un giorno ... un bambino



Maledetti soldi!

Il mondo intero sta per essere divorato dai soldi. O almeno dall'idea che il denaro possa rendere felici. Non è vero che siamo tutti convinti che il denaro non dà la felicità. Molti di noi sono convinti che il denaro rende felici e moltissimi tendono ad accumulare ricchezze anche se di denaro ne hanno già tantissimo. Altrimenti non si spiegherebbero le politiche dissennate delle multinazionali che, pur avendo accettato di decorare i pacchetti di sigarette con le foto truculente dei morti per cancro, hanno dato il via ad un'operazione di marketing che prevede la vendita sfusa di sigarini aromatizzati, al sapore di frutta, per aprire in maniera scellerata il mercato agli adolescenti. L'economia mondiale è stata divorata dall'interno da questa ingordigia di denaro. La politica è stata divorata e sputata come un contenitore vuoto dalla fame implacabile di accumulo di denaro. Perfino la Chiesa, quella con la C maiuscola, vive un momento storico di smania di accumulo di ricchezze. Tutti sono concentrati ad accumulare ricchezze che non ci sono più, perchè c'è, per forza di cose, un limite alla liquidità di denaro. Allora sono stati inventati i titoli che simulano il denaro, ma in realtà sono solo carta straccia.

E veniamo al Natale. Lentamente stiamo dimenticando che questo periodo dell'anno è dedicato alla celebrazione della nascita di Cristo. Indipendentemente dalla verità storica, che è probabilmente molto diversa, la nascita di un bambino è un momento di spiritualità, di riflessione, di infinita tenerezza che dovrebbe indurre al silenzio e alla commozione. Invece, anche in questo caso, il Natale sta per essere svuotato completamente dall'interno da quella smania incontenibile di fretta, di consumi, di denaro che si deve spendere a tutti i costi. Dalle televisioni e perfino dai libri di scuola è scomparso il Bambinello, sostituito da un Babbo Natale magico ed impresentabile, che cerca in tutti i modi di diffondere l'idea di dolcezza, bontà e naturalmente regali. Un giorno tutto questo finirà e il Natale non esisterà più, divorato anch'esso dal vile denaro. Ma, come disse un vecchio capo indiano, "quando anche l'ultimo albero sarà abbattuto, gli uomini capiranno che il denaro non si può mangiare".

mercoledì 7 dicembre 2011

Maggioranze variabili.

Non credo che Monti avesse alternative a questa manovra. E non perché non ci fossero margini per trovare soldi senza far versare lacrime e sangue agli italiani. Ma semplicemente perché chi dovrà votare questa manovra, e tutti i provvedimenti che questo governo vorrà adottare, non è un nuovo parlamento uscito da elezioni recenti, ma è sempre lo stesso parlamento che ha rappresentato l'Italia da tre anni e mezzo a questa parte. Sono quindi presenti in parlamento tutti quegli interessi di bottega che erano presenti prima delle dimissioni del precedente esecutivo. Quindi è inutile che i commentatori facciano i bravi e dicano che loro avrebbero fatto in un altro modo. Semplicemente, se si voleva partare a casa un decreto con provvedimenti che potessero sperare di risolvere una situazione drammatica, bisognava trovare un punto di incontro fra il mantenimento dei privilegi da parte di alcuni e la perdita dei diritti da parte di altri.

Ma io continuo a voler vedere il bicchiere mezzo pieno. Continuo a sperare che questo non sia un punto di arrivo dell'azione di questo governo. La mia speranza è che questo sia un punto di partenza. Fatta questa manovra, necessaria ed improcrastinabile, il governo, dovrà provare a far passare altri provvedimenti, uno alla volta, cercando, ora che è possibile farlo, maggioranze variabili, secondo gli interessi che si vanno a toccare di volta in volta. Si dovrà in iniziare una seria campagna di lotta alla corruzione, portando in aula un decreto che, per specifici e immaginabili interessi, non è ancora riuscito ad approdarvi. I partiti che voteranno contro se ne assumeranno la piena e palese responsabilità. Poi qualcosa contro l'evasione fiscale, quindi contro la criminalità organizzata. Parlo sempre di soldi, in tutti e tre i casi. A quel punto, con il parlamento spaccato sulle decisioni da prendere nei precedenti provvedimenti, si potrebbe cominciare ad affrontare il problema delle frequenze televisive, delle province, degli enti inutili e delle opere inutili e dispendiose. A quel punto arriverebbero le norme politiche sui conflitti di interessi, l'antitrust, la separazione netta di tutti i poteri e la legge elettorale.

Un passo alla volta, lentamente ma inesorabilmente, cercando di scardinare il corporativismo che si è incrostato in tutti questi anni. La strada non è semplice e non è neanche breve, ma io resto inguaribilmente ottimista.

martedì 22 novembre 2011

Una nuova fase.

Dopo la caduta del governo, avvenuta la scorsa settimana e, con essa, si spera, la fine del berlusconismo come fase produttiva, credo che in Italia si debba avviare una nuova fase. Ritorno col pensiero alla fine del fascismo. Allora ci fu un'impennata d'orgoglio italiano culminata, nel '47, con la stesura della Costituzione da parte dei nobili padri costituenti. In quel documento essi ritennero di scrivere a chiare lettere che mai più ci doveva essere in Italia un partito fascista o altri movimenti che ad esso si ispiravano.

Ecco, oggi come allora, io credo che ci voglia una analisi dei mali che hanno avvolto il nostro Paese negli ultimi diciassette anni e formulare leggi idonee a far sì che tutto questo scempio di democrazia non si ripeta mai più. Ad esempio, ferma restando una buona legge elettorale che restituisca il voto ai cittadini, io trovo che si debba subito mettere mano ad una buona legge sulla distribuzione dei poteri. La nostra Costituzione in proposito è abbastanza chiara, ma poi, nei fatti, le regole non vengono rispettate. Non dovranno esserci ministri che fanno anche i parlamentatri perché potere esecutivo e legislativo devono essere nettamente separati. Non dovranno più esserci magistrati che scelgono la carriera politica, sia per non mischiare il potere giudiziario con il potere legislativo o esecutivo, sia perché andrebbe abolito il concetto di politico a vita e pertanto un magistrato non può, dopo aver ricoperto una carica politica, tornare a fare il magistrato. Non può fare carriera politica chi è editore, perché il potere dell'informazione non si può mischiare ad altri poteri. Insomma, una vera democrazia, in cui tutti controllano tutti e si evitano colpi di testa velenosi. E poi una bella legge sul conflitto di interessi e sull'anti-trust, non solo televisivo, ma anche, ad esempio, automobilistico, ecc.

Questa dovrebbe essere la nuova fase costituente del duemila, che ci garantisca da nuove possibili sorprese, chiudendo una fase decisamente disastrosa per questo sfortunato Paese.

martedì 15 novembre 2011

La competenza e il nulla.

Ieri sera è andato in onda uno spettacolo condotto da Fiorello, il quale ha fatto circa il 40% di share. Questo significa che molto più di una persona su tre, fra quelli che guardavano la televisione erano sintonizzati sul suo programma. In contemporanea andava in onda l'ennesima edizione del Grande Fratello che ha totalizzato poco più del 16%. Mentre ero lì che guardavo la trasmissione di Fiorello, mi chiedevo: "Chissà chi sta guardando il Grande Fratello ... sicuramente, fosse anche una sola persona, qualcuno lo starà seguendo" Ecco, oggi mi chiedo, come è fatto uno che preferisce allo spettacolo di un istrione, competente, preparato e francamente bravo, quello in cui ci sono persone incompetenti, e non lo dico per offendere, ma perché è oggettivamente così. Come può essere fatta una persona che invece di seguire uno show completo e professionale, ha seguito una parata di nudi, parolacce, rutti e priva di ogni purchessia minima professionalità. Non erano molti, certo, ma, ripeto, fosse anche uno solo, cosa spinge una persona a scegliere dei protagonisti inconcludenti ad uno che ha passato la sua vita a prepararsi, ha sofferto, ha studiato ed ha nel sangue i ritmi del varietà.

Non sono riuscito a darmi una risposta, così come non riesco a capire perché, in alcuni momenti storici, il popolo sceglie leaders palesemente sbagliati, senza la benché minima capacità politica, ma con enormi capacità di attrazione, salvo poi pagarne le conseguenze e aprire gli occhi solo per favorirne in maniera a volte drammatica la cacciata. Il mistero resta inestricabile, la storia continuerà a proporci i suoi cicli. E le televisoni i suoi spettacoli.

lunedì 14 novembre 2011

La strada è tracciata.

Non mi pare che la sera di sabato ci siano stati incidenti nelle manifestazioni di giubilo seguite alle dimissioni dell'ex premier. Erano critiche legittime, così come erano legittime le manifestazioni di solidarietà, poche o molte che fossero. Allora, mi chiedo, perché Alfano ha stigmatizzato quegli atteggiamenti, quasi fossimo ancora in periodo di lesa maestà. Forse qualcuno dovrebbe spiegargli che il suo capo, politicamente, è finito. Forse bisognerebbe anche spiegare all'ex presidente del consiglio che non aveva titolo ad uscire con un video il giorno dopo le sue dimissioni, quasi si trattasse di dare il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica. Mai nessun altro lo aveva fatto. Solo Cossiga ha provato a lasciare delle lettere testamentarie dopo la sua morte, ma pare che non abbiano avuto nessun seguito, o perlomeno nessuno ne ha più parlato. Si può morire, anche politicamente, e dopo non può esserci un seguito. Dovremmo imparare tutti a convivere con questa realtà. Dovremmo imparare tutti ad uscire lentamente da un sistema, il berlusconismo, che ci ha avvolto e che pian piano deve appartenere al passato. Ci vorrà tempo, certo, e in questo senso ben venga Monti, pur con tutti i suoi probabili retroscena. La falla che spurgava letame è stata chiusa, ora si tratta di fare pulizia, ci vorrà del tempo. I problemi dell'Italia non sono finiti con quelle dimissioni, ma il percorso è avviato e tutti siamo chiamati a collaborare per completarlo nel più breve tempo possibile. Alla fine, e solo alla fine, potremo godere della luce.