"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)
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venerdì 13 gennaio 2012

Il caimano è vivo e lotta contro di noi.

Il padrone del Milan pone il veto e l'affare Pato non si fa. A cascata non andrà in porto il trasferimento di Tevez al Milan e forse ci saranno ricadute anche su altri contatti che avevano preso corpo negli ultimi giorni.

Il padrone del Parlamento pone un aut aut (si scrive così perché è un latinismo, non una citazione anglofona, come alcuni sono portati a credere) e l'arresto sacrosanto di Cosentino non viene autorizzato. Chissà quante cose aveva da dire quell'uomo, per tenere buona anche la Lega del duro e puro (si fa per dire) Bossi. Ora perfino a Radio Padania sono venuti alla luce molti mal di pancia da parte del popolo leghista, anche perché una parte dei deputati del Carroccio aveva votato per l'arresto (sacrosanto).

I giudici della consulta bocciano i referendum per l'abolizione della vigente legge elettorale e c'è in particolare uno che esulta per lo status quo (altro latinismo, me ne scuso, ma oggi è proprio giornata), perché questa legge che il suo stesso ideatore aveva definito "porcata" (da cui il famoso porcellum e sono tre ... i latinismi) gli aveva consentito, non solo di vincere le elezioni, ma di comprare secondo le necessità, uno o più parlamentari, utilizzando alternativamente soldi, posti di lavoro o semplicemente l'arma del ricatto, riducendo la Camera dei deputati in quel famigerato mercato delle vacche che era diventato, fino alle sue dimissioni spontanee (per la verità indotte dal rischio di fallimento delle sue aziende).

Tre avvenimenti hanno segnato la giornata di ieri. Apparentemente slegati l'uno dall'altro, ma in realtà molto sintomatici di una situazione in cui c'è sempre un uomo che continua ad imporre le sue decisioni, indipendentemente dalla volontà e dalle esigenze degli altri.

venerdì 2 luglio 2010

Requisiti richiesti.

Il consigliere provinciale del PDL Pierpaolo Zaccai è stato sospeso dal partito dopo aver partecipato ad un festino, non si sa bene in che veste, a base di droga e di sesso, con la presenza di trans.
Ora, io non voglio dire, certamente non si può infierire si una persona che era per i fatti suoi, fuori dai doveri d'ufficio e probabilmente, ma questo lo chiariranno gli investigatori, non aveva nulla a che vedere col contesto in cui è stato sorpreso. C'è però una cosa che mi appare lampante e volevo sottoporla all'attenzione dei lettori di questo blog. Da quanto accaduto negli ultimi mesi e soprattutto nelle ultime ore a molti esponenti del PDL, sappiamo che per far parte del partito non è necessario avere una condotta immacolata. Si può essere in odore di 'Ndrangheta (Nicola Di Girolamo), di camorra (Nicola Cosentino) e di mafia (Marcello dell'Utri). Per far parte del PDL si può essere corrotti e corruttori, e qui c'è solo l'imbarazzo della scelta, basti pensare che Cesare Previti è stato condannato per corruzione, radiato dall'albo degli avvocati e perfino cacciato dal parlamento ma mai sospeso dal partito. Per entrare a far parte del PDL si può anche essere stati affiliati alla P2, l'organizzazione segreta che tanto scandalo generò, soprattutto nelle fila della Democrazia Cristiana, negli anni '80 e anche qui gli esempi non mancano, basti pensare che Fabrizio Cicchitto, Presidente del gruppo PDL alla Camera dei Deputati, aveva la tessera n. 2232. Per entrare a far parte del PDL si può avere una vita, diciamo così, allegra, si possono cioè frequentare prostitute e perfino minorenni, nulla tange la possibilità di aderire al partito, che è appunto il cosiddetto Popolo delle LIBERTA'. Non importa infine se si lavora bene o si lavora male, non importa, ad esempio, se si fanno leggi che vengono sistematicamente bocciate dalla Corte Costituzionale, rallentando significativamente il corso della giustizia, come è accaduto al Ministro Angelino Alfano. Ma, come nell'Eden, anche qui c'è un limite e quello non deve essere, per nessuna ragione, superato: se qualcuno da adito al sospetto di attardarsi con debolezze sessuali fuori dal consentito, fuori cioè da quella che comunemente viene definita normalità, allora su di lui si abbattono senza pietà gli strali dei reggenti, che prontamente provvedono a rimettere le cose a posto, sospendendo il malcapitato, prima che possa essere lesa la cristallina evidenza mascolina e maschilista di tutta la compagnia.

venerdì 21 maggio 2010

Pochi casi isolati e il cesto delle mele marce.

Il Presidente del Consiglio, smemorato di Cologno, secondo una famosa gag di Fiorello e Baldini, non ricorda gli albori di tangentopoli e continua a dire che le indagini su due suoi uomini sono solo casi isolati, che non c'è una nuova tangentopoli e questa volta fa anche i nomi delle persone da additare al pubblico ludibrio: Scajola e Verdini. Poi si corregge e dice di non aver mai fatto nomi, forse perché nella sua mente è riaffiorato il ricordo che l'ultimo che parlò di un mariolo isolato finì cacciato con lanci di monetine. Vorrei ricordare al Presidente del Consiglio che, accanto a Scajola e Verdini, ci sono anche alcuni membri del governo che hanno avuto guai con la giustizia e non nel passato remoto, ma nel recente passato e in qualche caso per le stesse cose per cui sono stati incastrati i due innominabili eroi.
Ad esempio, il ministro Matteoli, è indagato per l'inchiesta Bertoladri, dopo che sembrava appena uscito da altre noie con la magistratura. E il sottosegretario Letta? Indagato anche lui per truffa nei confronti di un centro rifugiati. A tale proposito, pare che ci siano denunce anche nei confronti della sorella Maria Teresa, per alcuni abusi commessi in qualità di presidente della Croce Rossa Italiana, in occasione del terremoto aquilano. Ma restiamo allo stretto ambito governativo, perché sennò non si finisce più.
Che dire della richiesta di arresto di un altro illustre sottosegretario, Nicola Cosentino, il quale è addirittura sospettato di far parte integrante dell'associazione camorristica e, nonostante ciò, stava per essere candidato alla presidenza della regione Campania, poi sostituito all'ultimo momento da un anonimo Caldoro, che non ha avuto difficoltà a stravincere le elezioni.
E che dire del candido ministro Fitto, il bambino, come lo chiamano dalle sue parti, che è stato rinviato a giudizio, anche lui per truffa e altre piccolezze, dopo che per lui c'era stata una richiesta di arresto, ovviamente rifiutata dal parlamento.
E della serie il più pulito c'ha la rogna, anche la ministra Prestigiacomo, non ce lo dimentichiamo, risulta indagata per peculato, perché, a quanto dice l'accusa, lo stipendio da ministro non gli era sufficiente a comprarsi la borsetta che tanto le piaceva.
E tutto questo per rimanere nello stretto dell'attuale esecutivo. Del resto del cesto è meglio non parlare.