"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)
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domenica 9 giugno 2013

Da un vecchio ricordo

Ogni tanto mi ritorna in mente il colloquio avuto con dei colleghi di lavoro, i quali, facendo politica attiva, difendevano a spada tratta i loro partiti, mentre io, non avendo interessi da difendere, né scelte di parte obbligate, ritenendomi libero di decidere, pur con tutti i limiti della definizione di libertà individuale relativa a ciascun individuo, difendevo il lavoro e le scelte operate fino ad ora dal Movimento 5 Stelle. Ad un certo punto uno di loro, Rocco, mi ha apostrofato, dicendo che loro, i partiti, stavano cercando di difendere il mio risparmio dall'aggressione dello spread, perché uno spread basso avrebbe favorito anche me. Beh, caro Rocco, voglio dirti una cosa:
sete voi che avete ridotto a questo punto lo spread dei titoli italiani
siete voi che ci avete regalato i politici più pagati d'Europa
siete voi che ci avete regalato gli stipendi più bassi d'Europa
siete voi che ci avete regalato le tasse più alte d'Europa
siete voi che ci avete negato il reddito di cittadinanza, contrariamente a quanto avviene in molte nazioni d'Europa
siete voi che non avete voluto un'alleanza col Movimento 5 Stelle, perché volevate i voti senza cedere un millimetro del vostro potere
siete voi che non avete voluto accettare nessuna delle proposte del Movimento 5 Stelle
siete voi che avete bocciato Prodi, dando al Movimento 5 Stelle la colpa anche di questo
siete voi che vi siete alleati con i vostri presunti avversari dopo che non avete fatto nulla per cambiare la legge elettorale
siete voi che andrete a votare con questa stessa legge perché non sarete capaci di cambiarla
siete voi che non siete stati capaci di eleggere neanche il Capo della Stato
siete voi che state sottoponendo il Movimento 5 Stelle ad un fuoco di fila che neanche ai tempi del primo governo del delinquente naturale, con la differenza che Grillo, con tutti i suoi difetti, è una persona per bene.
Smettila, Rocco, ti prego, di fronte ai fatti, abbiate la compiacenza di relegare in secondo piano le vostre faziose opinioni, di questo passo sareste capaci di accusare il Movimento 5 Stelle perfino di aver creato il debito pubblico, nonostante a Parma il debito sia stato pesantemtne ridotto dall'attuale giunta che, guarda caso, è a guida Movimento 5 Stelle.

venerdì 8 marzo 2013

Maledetta primavera

Nella primavera del 2006 si svolsero, forse, le elezioni politiche più oscure dell'Italia repubblicana. Qualche mese prima si diceva che il centrosinistra avrebbe stravinto, perché il centrodestra aveva governato nel lustro precedente e aveva commesso molti errori. La vittoria era lì, a portata di mano, bastava coglierla come una mela matura dal ramo. Il candidato premier del centrosinistra faceva ben sperare, era il solito Prodi che già aveva battuto il candidato premier del centrodestra ed era fino ad allora stato l'unico a riuscire nell'impresa.
Così il centrodestra corse ai ripari con l'approvazione di una legge elettorale che lo stesso promotore aveva definito una porcata (il famigerato porcellum proposto dal senatore leghista Calderoli).
Fino a poche settimane prima della consultazione, ma direi fino al silenzio imposto dalla legge, nonostante una campagna elettorale forsennata da parte del leader del centrodestra, i sondaggi davano un margine rassicurante di almeno quattro punti percentuali. Subito dopo l'apertura delle urne, ad inizio spoglio, il margine di quattro punti veniva confermato, poi il tracollo, come mai si era verificato nella storia delle elezioni, con un relativo azzeramento ed appiattimento, molto sospetto, a detta degli esperti, delle schede bianche o nulle in tutte le regioni d'Italia. Sappiamo tutti come andò a finire. Il centrosinistra vinse con un margine risicato di 15.000 voti che consentì a Prodi di varare un governo debole, che vedeva al senato due o tre senatori di scarto rispetto alla parte avversa, e una coalizione frammentata. La legislatura durò due anni, fece quello che gli fu consentito di fare e alle successive elezioni rivinse il centrodestra.
Deaglio pubblicò a proposito un film-inchiesta, dal titolo "Uccidete la democrazia" in cui, documenti alla mano, teorizzava brogli da parte del governo uscente di centrodestra che, pare, avesse usato lo stesso metodo già utilizzato da Bush figlio, in America, per battere l'avversario Gore, ottenendo in quel caso una eclatante e sorprendente vittoria di misura.
Ma su quella legislatura si adombra da qualche settimana anche lo scandalo di senatori che avrebbero cambiato casacca, non in maniera legittima, come peraltro prevede la Costituzione, ma dietro pagamento di forti some di denaro, si parla di cifre che vanno da due a cinque milioni di euro, e pare che ce ne sia più di uno.
Infine. sono di ieri le condanne per il processo Unipol, che stabuilisce che ci fu effettivamente un illecito nella pubblicazione della famosa intercettazione di Fassino, in quanto effettuata mentre vigeva il segreto istruttorio.
Quest'ultimo episodio è di particolare gravità, sia perché ha contribuito a uccidere la democrazia in quella particolare occasione, insieme a tutte le altre irregolarità perpetrate, sia perché il reato è stato commesso da un uomo che, non per niente definito dai giudici delinquente naturale, si è sempre battuto per l'abolizione delle intercettazioni, tranne, a quanto pare, quando si è trattato di utilizzarle a proprio uso e consumo, nonostante vi fossero già in vigore delle buone leggi a tutela della riservatezza degli italiani.

lunedì 21 febbraio 2011

... bim, bum, bam intercettazioni ...

E ci risiamo con le intercettazioni, come se tutti i mali dell'Italia passassero per questo fastidioso ed inestricabile nodo. Una volta sciolto il quale tutto filerà liscio come l'olio. Io credo che le cose non stiano proprio così, l'ho già scritto in almeno un altro post, in cui smontavo punto a punto i motivi accampati da chi continua a parlare di emergenza su questo tema. Ma qui voglio sottolineare un altro aspetto. Credo infatti che questo dibattito è l'ennesima, sonora presa per i fondelli, un'altra arma di distrazione di massa a dosposizione di chi dovrebbe occuparsi di tutt'altro. Infatti, normative che regolamentano le intercettazioni ce ne sono già a sufficienza e basterebbero da sole ad arginare i presunti problemi conseguenti. Basterebbe che i controllori applicassero le regole esistenti, punendo i trasgressori. Mentre invece si preferisce fare due cose: parlare di inasprimento delle sanzioni, come quando se ne parla a proposito delle violazioni del codice della strada, dimenticando però che i poliziotti che fanno i controlli sulla strada sono sempre meno e quindi, mancando i controlli, mancano pure le sanzioni, per quanto queste ultime si possono inasprire. E poi, un'altra cosa è che, a volte, chi dovrebbe controllare viola, direttamente o indirettamente, attraverso i propri house organs, le regole vigenti. Basti pensare ai filmati in possesso del capo del governo e dei suoi cosiddetti giornalisti, ad esempio su Marrazzo o su Prodi, per le quali l'ex capo del governo evitò di cedere al ricatto e ne autorizzò la pubblicazione, pur in presenza di una chiara violazione della privacy.
Allora io dico, rispettiamo le regole esistenti, rispettiamole tutti, poi, se non sono sufficienti, facciamone di nuove. Invece no, intanto bisogna arginare gli affari personali del premier, poi vengono le eventuali verifiche sulle esigente degli italiani, sempre che arrivino, poi i bisogni reali del Paese. A questo punto riformulo la domanda che ho fatto qualche giorno fa: ma davvero questa classe politica ha le carte in regola per traghettarci fuori da questa crisi, non solo economica, ma anche di valori e di ideali?

giovedì 11 novembre 2010

I tempi per il bene e i tempi per il male

Giovanni Paolo I morì 30 giorni circa dopo la sua ascesa alla cattedra di Pietro. Qualcuno dice che fu assassinato e forse non ha tutti i torti visto che i dubbi sulla sua morte non sono mai stati chiariti, grazie anche ad una legge che vieta di fare l'autopsia ad un pontefice.
Il suo successore rischiò di essere ammazzato, anch'egli subito dopo la nomina e anche in quel caso non si è mai capito fin in fondo chi furono i mandanti. Si è giunti fino all'altro giorno, quando l'esecutore materiale ha dichiarato che quel gesto gli fu commissionato dal Vaticano. Sarebbe comunque interessante capire come sono andate le cose nel periodo successivo e perché quel gesto non è stato più ripetuto.
Il governo Prodi, quello del 1996, che aveva tra i suoi ministri Dini e Ciampi e che, anche grazie a loro aveva rimesso a posto i conti di questo nostro sfortunato Paese, fu sfiduciato dai suoi stessi alleati dopo soli due anni di attività .
Obama, l'unico Presidente degli Stati Uniti che, con la riforma della sanità, è riuscito dove altri suoi illustri predecessori avevano fallito, il politco che ha mantenuto tutte le promesse che aveva lanciato in campagna elettorale, è stato azzoppato e, non solo rischia di vedere vanificate le sue riforme, ma andrà alla sfida per il secondo mandato con un pesante handicap.
Questi sono i primi esempi che mi sono venuti in mente stamattina, mentre pensavo che la gente per bene risulta spesso perdente di fronte all'ingordigia e agli interessi dei singoli. Mentre i delinquenti durano, a volte un ventennio a volte un po' meno, e lasciano dietro di sé scie di nostalgici.

martedì 25 maggio 2010

Innocenti sacrifici.

Se fosse andata avanti così ancora un giorno, ci sarebbe stato il rischio di vedere in Italia uno straccio di opposizione, quella che ormai manca da tempo immemorabile. E' stato bello sentire nei giorni scorsi che gli esponenti del PD pigolavano verso una esposizione in prima persona del presdiente del consiglio e lo invitavano a mettere la sua faccia accanto alla parola sacrifici. Appena il nostro ha fiutato l'antifona, pare che questa parola l'abbia pronunciata, di nascosto, sottovoce, per non farsi sentire più di tanto, così l'opposizione continuerà a fare quello che aveva fatto finora, cioè nulla. Peccato che nessuno ricordi che delle tasse che aveva messo il vampiro Visco, per nome di Prodi, nessuna è stata tolta, non un centesimo è stato cancellato dal geverno delle libertà e delle meno tasse per tutti, anzi. La pressione fiscale negli ultimi due anni è salita dello 0,3%, senza che si vedessero in cambio i benefici della cura Prodi. Al contrario, nel frattempo i conti si sono andati sempre più sballando, non solo per la crisi economica mondiale, ma per l'acuirsi della corruzione, per la quale l'Italia è salita, o è scesa secondo da dove si guarda la classifica, nelle graduatorie mondiali, è diminuito il controllo sull'evasione fiscale, che ha raggiunto livelli inimmaginabili per i non addetti ai lavori, sono aumentati i voli di stato e le auto blu, cui il governo precedente aveva dato una sonora sforbiciata. E ora ci vengono a dire che in questo periodo abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. Ma quando mai. Ma davvero questa gente non prova vergogna? Capisco che gestire innumerevoli quantità di denaro per conto di altri fa venire il mal di testa. Capisco che, per tale ragione, politici anche autorevoli, penso ad esempio ad Aldo Moro, non hanno resistito dal commettere operazioni quanto meno dubbie. Tutto posso capire, ma non l'abuso sfacciato del potere, avvenuto in questi ultimi tempi, con il plauso degli elettori che, ancora ieri, hanno votato il centro destra in Val d'Aosta. Ma, allora mi chiedo, cosa bisogna fare agli italiani per vedere un'intera classe politica cacciata via a calci nel sedere?

mercoledì 20 gennaio 2010

Ma cosa abbiamo fatto di male.

Ogni tanto mi chiedo cosa abbiamo fatto, noi italiani di male per meritarci di avere a capo delle istituzioni politici come l'attuale premier, il leader maximo dell'opposizione o il non segretario dell'UDC, ai quali ora, lentamente, si aggiunge un inaspettato presidente della Repubblica. Mi chiedo e vi chiedo cosa abbiamo fatto di male. Dell'attuale presidente del consiglio, chi frequenta questo blog, ha potuto leggere di tutto e di più, è una persona che non stimo né come uomo, né come politico, né tanto meno come imprenditore. A tale proposito ricordiamo che aveva fatto fallire le sue aziende, che già erano state alimentate da fondi di provenienza molto dubbia e che si è salvato solo col suo famigerato ingresso in campo. Ma andiamo avanti. A seguire c'è il non segretario dell'UDC, l'uomo della seconda repubblica, con i piedi ben piantati nella mentalità e nei metodi della prima. Non dimentichiamo che il nostro è allievo di Forlani che, con Andreotti e Craxi, formava il triumvirato, il famigerato CAF. Non ha dismesso nulla di quel periodo, continua a proporre soluzioni politici a problemi giudiziari che, per risolverli, basterebbe semplicemente applicare la legge. Continua a dire che lui non ci tiene al potere, perché era all'opposizione con il centro-sinistra, ma anche con il centro-destra, perchè lui è coerente con le sue idee e non è disposto a scendere a patti per rinunciarvi. E lo dice senza sbellicarsi dalle risate, dopo che ha mandato in parlamento, e più precisamente al senato della repubblica, un mafioso certificato, come Totò Cuffaro. E lo dice tralasciando di dire che, con questi metodi, ha buona probabilità di fare incetta di poltrone. E, infine, lo dice dopo aver, anche lui, nel partito dell'amore e della difesa dei valori cristiani e della famiglia, aver divorziato dalla moglie. Lo dice senza vergogna.
E veniamo al pezzo forte, il leader maximo, l'uomo che riuscì dove anche i più sfegatati sostenitori del centro destra hanno fallito. L'uomo che ha rovesciato i governi di Prodi, l'uomo che ha segato i nervi a Veltroni, il suo segretario di partito, fino a farlo cadere, l'uomo che ha fallito tutte le politche per il centro-sinistra. L'uomo che ha avvelenato le primarie del PD, per consentire l'elezione di Bersani, con quella strana vicenda americana di Ignazio Marino. L'uomo che ha consentito di silurare e rendere pressocché inaffidabile, il sindaco pugliese forse più credibile, e mi riferisco a Michele Emiliano. Infine l'uomo che stava cercando di silurare Vendola, per consentire l'elezione di Boccia, con un'altra vicenda americana che si è dimostrata inesistente, perché il professore di cui si parla non è stato mai assunto e Vendola non risulta indagato. Lo stesso leader maximo che, se lo si intervista, dice che lui non ricopre nesuna carica all'interno del partito. Dopo tutti i danni anche la beffa.
Del Presidente della Repubblica, dato l'argomento delicato, mi riservo di parlare in un altro post.