"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)
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venerdì 28 ottobre 2011

Uomini della provvidenza

Non credo nella buona politica, così come non ho mai creduto nell'uomo della provvidenza. In Italia, e forse nel mondo, ogni volta che cambia una gestione del potere, sui pensa che possano cambiare veramente le cose. Si spera che la nuova gestione possa fare le cose che non ha fatto la vecchia e finalmente risolva i problemi rimasti insoluti. Io credo che tutto questo sia legato al sogno di popoli, come quello italiano, non ancora educati alla democrazia. Sì, è importante la gestione, ma è soprattutto fondamentale che il popolo si prenda le sue sacrosante responsabilità e agisca di conseguenza. La storia siamo noi, cantava De Gregori, e mai nessuna persona potrà risolvere i nostri problemi. Almeno se non ha prima risolto i suoi. Così, cambia un direttore generale e il lavoratore spera, cambia un governo o un'amministrazione locale e il cittadino spera, cambia un capo condominio e il residente spera. C'è poco da sperare. Nella storia dell'uomo io non ricordo politici che abbiano veramente fatto delle cose che poi non si sarebbero fatte comunque, mentre ho ben presenti cose fatte da politici che hanno portato guerre, miserie e morte. Non credo che Giulio Cesare o Napoleone siano stati migliori di Hitler, senza con questo voler riabilitare quest'ultimo. E non credo che Giolitti, De Gasperi o Moro abbiano sempre agito nell'esclusivo interesse dei cittadini, o abbiano fatto cose che senza di loro non si sarebbero comunque fatte, magari in maniera diversa.

Con questo non voglio denigrare il lavoro dei singoli, che pure hanno i propri meriti, voglio solo dire che nessuno deve aspettare, ma tutti devono e possono agire da protagonisti e il punto di partenza è l'informazione. Se è vero, come è vero, che la conoscenza rende liberi, allora tutti i cittadini informati possono essere i protagonisti della propria vita, senza aspettarsi nulla dagli altri, chiunque siano gli altri e tenendo presente che gli altri non risolvono quasi mai i nostri problemi, perché anche noi, spesso egoisticamente e a sproposito, non risolviamo i problemi degli altri. Nel bene e nel male gli altri siamo noi, la storia siamo noi, gli uomini della nostra provvidenza possiamo essere solo noi.

martedì 25 maggio 2010

Innocenti sacrifici.

Se fosse andata avanti così ancora un giorno, ci sarebbe stato il rischio di vedere in Italia uno straccio di opposizione, quella che ormai manca da tempo immemorabile. E' stato bello sentire nei giorni scorsi che gli esponenti del PD pigolavano verso una esposizione in prima persona del presdiente del consiglio e lo invitavano a mettere la sua faccia accanto alla parola sacrifici. Appena il nostro ha fiutato l'antifona, pare che questa parola l'abbia pronunciata, di nascosto, sottovoce, per non farsi sentire più di tanto, così l'opposizione continuerà a fare quello che aveva fatto finora, cioè nulla. Peccato che nessuno ricordi che delle tasse che aveva messo il vampiro Visco, per nome di Prodi, nessuna è stata tolta, non un centesimo è stato cancellato dal geverno delle libertà e delle meno tasse per tutti, anzi. La pressione fiscale negli ultimi due anni è salita dello 0,3%, senza che si vedessero in cambio i benefici della cura Prodi. Al contrario, nel frattempo i conti si sono andati sempre più sballando, non solo per la crisi economica mondiale, ma per l'acuirsi della corruzione, per la quale l'Italia è salita, o è scesa secondo da dove si guarda la classifica, nelle graduatorie mondiali, è diminuito il controllo sull'evasione fiscale, che ha raggiunto livelli inimmaginabili per i non addetti ai lavori, sono aumentati i voli di stato e le auto blu, cui il governo precedente aveva dato una sonora sforbiciata. E ora ci vengono a dire che in questo periodo abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. Ma quando mai. Ma davvero questa gente non prova vergogna? Capisco che gestire innumerevoli quantità di denaro per conto di altri fa venire il mal di testa. Capisco che, per tale ragione, politici anche autorevoli, penso ad esempio ad Aldo Moro, non hanno resistito dal commettere operazioni quanto meno dubbie. Tutto posso capire, ma non l'abuso sfacciato del potere, avvenuto in questi ultimi tempi, con il plauso degli elettori che, ancora ieri, hanno votato il centro destra in Val d'Aosta. Ma, allora mi chiedo, cosa bisogna fare agli italiani per vedere un'intera classe politica cacciata via a calci nel sedere?