"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)
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venerdì 19 luglio 2013

Il tramonto

Ancora una volta il Parlamento ha sospeso per un giorno i suoi lavori per causa di un uomo. Oggi infatti si è votata la fiducia al Ministro Alfano e, come è avvenuto qualche giorno fa, in occasioner della protesta contro la Cassazione che aveva fissato il giorno della sentenza per il processo Mediaset, anche oggi, il Parlamento, ha dedicato il suo tempo ad un'inutile votazione, piuttosto che dedicarlo ai problemi del Paese. Intendiamoci, non è che la votazione fosse di per sé inutile. Quella era il minimo che si potesse fare, in democrazia. Anzi fa specie che a chiedere il voto siano stati, ancora una volta, quegli "incompetenti" del Movimento 5 Stelle e non, per esempio, gli inesistenti Fratelli d'Italia, finora famosi solo per aver chiamato i cittadini del Kazakistan, kazakistani.
Detto questo, la vicenda, oltre che offrire una inutile soddisfazione al maniaco di Arcore, è riuscita a far passare sotto coperta, o almeno a evitare che fosse adeguatamente sottolineata, la condanna di Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede. Questa storia dei "festini eleganti" sembra come una cosa che si cerca di tenerla per i capelli e scappa dalla coda. Comunque la si voglia guardare, pare sempre lo stesso pasticcio sfuggito di mano al suo organizzatore, che evidentemente, dopo aver fatto strabuzzare gli occhi ad una persona non certamente di primissimo pelo, Daniela Garnero in Santanché (famosa l'intercettazione in cui la nostra, parlando con Flavio Briatore, diceva che si continuava come se nulla fosse e che stava per venire giù tutto), ha fatto rizzare i capelli ai suoi avvocati difensori che ormai non ci devono dormire neppure la notte per cercare nuove frottole da raccontare ai giornalisti, i quali, quasi tutti, se le bevono, ma che ovviamente non riescono a raccontare ai magistrati. La conseguenza di tutto ciò e che, ad intervalli regolari, giungono le sentenze di condanna per la marea di reati consumati. Siamo agli sgoccioli, questo è chiaro, di una brutta storia, fatta di egoismo, ingordigia e malcostume. Siamo alla fine di una storia di corruzione, non solo economica, ma anche morale e non solo, o non più di pochi uomini. Tutti, o molti, pensano per sé, come i topi che scappano dalla nave, dimenticando che fuori dalla nave c'è solo da affogare, mentre dentro, forse, se si riusciusse ad essere razionali, si potrebbe cercare di sopravvivere, aspettando, e soprattutto cercando di costruire, tempi migliori.

lunedì 24 giugno 2013

Da rabbrividire

Ci sono notizie che fanno rallegrare, come l'elezione del nuovo sindaco della città di Ragusa. Si noti che non ho scritto la vittoria o il Movimento 5 Stelle ha preso, ecc. Questa è terminologia calcistica o, peggio, militare. Dobbiamo imparare a dare il giusto nome alle cose. L'elezione di una persona non va confusa con una vittoria, come si trattasse di un torneo a squadre. Da ora tutto è da vedere e il nuovo sindaco di Ragusa dovrà essere messo alla prova, come quello di Parma prima di lui.
Poi c'è la notizia per la quale molti si rallegrano, io sono tra quelli che rabbrividiscono. Abbiamo avuto un presidente del Consiglio, condannato in via definitiva per falso in bilancio (reato poi depenalizzato, ma penalmente rilevante nel momento in cui è stato commesso), in secondo grado per frode fiscale, ed ora, in primo grado, per concussione e prostituzione minorile. Un simile personaggio non sarebbe neanche degno di essere ospitato nelle patrie galere (pare che i detenuti che si macchino di reati contro i minori vengono giustiziati dagli altri detenuti), in Italia lo nominiamo presidente del Consiglio.
Poi c'è una notizia terribile, di quelle che non vorresti mai ascoltare e di cui speri sempre che ci sia stato un malinteso e che alla fine si dimostri la sua infondatezza. Pare che Miccoli abbia avuto contatti con la mafia, pare che abbia offeso la memoria del giudice Falcone, pare che alla fine si sia macchiato del reato di estorsione, mandando un mafioso a ritirare un suo credito da un suo debitore. Pare che ci siano delle intercettazioni che lo inchiodano e fino al momento che scrivo nessuna smentita è stata pronunciata dal calciatore. Nemmeno quelle di rito, che in genere si usano in questi casi, del tipo "sono sereno", "farò piena luce", "a mia insaputa", ecc. Tutto tace e il terribile sospetto cresce fino a diventare certezza e ad espellere il sentimento di ammirazione per quel ragazzo che aveva rifiutato il denaro del potere e aveva scelto, così pare, di rovinarsi una carriera folgorante, finendo per giocare in quel palermo che, a quanto pare, alla fine gli è stato fatale. Pare che sia andata proprio così, addio Fabrizio, il tuo sogno e la mia ammirazione si infrangono per sempre.

sabato 15 giugno 2013

Pochi ma buoni

Non so che cosa accadrà da qui a qualche mese nel panorama politico italiano. Voci insistenti danno per certa una scissione del Movimento 5 Stelle, chi dice che non si riesca a formare un nuovo gruppo parlamentare, quindi meno di venti unità, chi invece parla additittura di sessanta parlamentari pronti a cvambiare casacca. Tale evenienza vedrebbe Beppe Grillo costretto a ritirare il proprio simbolo e forse a porre fine alla sua avventura. Personalemte non mi appassiona l'evoluzione del Movimento 5 Stelle o del governo che potrebbe trarre giovamento da tale scissione o vedere la propria morte politica in funzione di un nuovo governo sostenuto dal PD, da SEL e dai dissidenti M5S. Non mi appassiona per diverse ragioni. Intanto perché non credo che le forze appena citate possano fare cose diverse da quelle che sta facendo l'attuale esecutivo, prono ai voleri non solo del PDL e del suo leader, ma anche di Napolitano e di forze internazionali. Ricordo infatti che il PD ha avuto potere e modo di fare cose diverse quando era al governo e non ha eliminato una sola legge ad personam senza parlare che mai ha voluto cambiare la legge elettorale. Per cui nulla mi aspetto da loro, né da SEL che, a parte qualche dichiarazione di principio nulla di diverso sta facendo in Puglia. Per non dire di quelli che sono i probasbili dissidenti del M5S, che se ne vanno per trenta denari. Tutto cambierà per lasciare tutto com'è ora e come era ai tempi del PDL prima e di Monti poi e dobbiamo pure dire grazie se non faranno un'amnistia per salvare i soliti noti dalla galera, che è l'unico posto che gli compete. Altro che parlamento!
Quello che mi amareggia in tutta questa vicenda, invece, è il solito trattamento feroce, che il Movimento 5 Stelle subisce quotidianamente, non solo dalla stampa nazionale che, vabbè, ormai ci si è abituati e non ci si fa più caso. Basti pensare che sono loro i primi a soffiare sul fuoco, senza nemmeno avere elementi precisi per informare i cittadini. La cosa grave è quello che tanta gente pensa e dice del Movimento 5 Stelle. Molti ridono soddisfatti dei suoi problemi, come se questa crisi fosse un punto a favore del partito che hanno votato, come se si trattasse di un continuo campionato, in cui la crisi di una squadra avvantaggiasse un'altra a vincere. A questo siamo ridotti, a fare il tifo in piena crisi, invece di pretendere provvedimenti improcrastinabili che non vedremo forse mai. Dimenticando che la crisi del M5S, se portata alle estreme conseguenze, potrebbe portare alla perdita di un'opportunità, perché dove non c'è pluralità non c'è democrazia. Senza contare le battaglie che, nel silenzio generale, il Movimento 5 Stelle, ha già vinto. E mi riferisco al fatto che ora, come mai prima, si parla di riduzione dei costi della politica. Per non dire di tutte le battaglie parlamentari di cui fa una breve sintesi Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano di oggi. Personalmente vedo chi ride della crisi del Movimento 5 Stelle, come Lucignolo e Pinocchio che ridono l'uno delle orecchie dell'altro, mentre stanno tutt'e due trasformandosi in asinelli.

domenica 9 giugno 2013

Da un vecchio ricordo

Ogni tanto mi ritorna in mente il colloquio avuto con dei colleghi di lavoro, i quali, facendo politica attiva, difendevano a spada tratta i loro partiti, mentre io, non avendo interessi da difendere, né scelte di parte obbligate, ritenendomi libero di decidere, pur con tutti i limiti della definizione di libertà individuale relativa a ciascun individuo, difendevo il lavoro e le scelte operate fino ad ora dal Movimento 5 Stelle. Ad un certo punto uno di loro, Rocco, mi ha apostrofato, dicendo che loro, i partiti, stavano cercando di difendere il mio risparmio dall'aggressione dello spread, perché uno spread basso avrebbe favorito anche me. Beh, caro Rocco, voglio dirti una cosa:
sete voi che avete ridotto a questo punto lo spread dei titoli italiani
siete voi che ci avete regalato i politici più pagati d'Europa
siete voi che ci avete regalato gli stipendi più bassi d'Europa
siete voi che ci avete regalato le tasse più alte d'Europa
siete voi che ci avete negato il reddito di cittadinanza, contrariamente a quanto avviene in molte nazioni d'Europa
siete voi che non avete voluto un'alleanza col Movimento 5 Stelle, perché volevate i voti senza cedere un millimetro del vostro potere
siete voi che non avete voluto accettare nessuna delle proposte del Movimento 5 Stelle
siete voi che avete bocciato Prodi, dando al Movimento 5 Stelle la colpa anche di questo
siete voi che vi siete alleati con i vostri presunti avversari dopo che non avete fatto nulla per cambiare la legge elettorale
siete voi che andrete a votare con questa stessa legge perché non sarete capaci di cambiarla
siete voi che non siete stati capaci di eleggere neanche il Capo della Stato
siete voi che state sottoponendo il Movimento 5 Stelle ad un fuoco di fila che neanche ai tempi del primo governo del delinquente naturale, con la differenza che Grillo, con tutti i suoi difetti, è una persona per bene.
Smettila, Rocco, ti prego, di fronte ai fatti, abbiate la compiacenza di relegare in secondo piano le vostre faziose opinioni, di questo passo sareste capaci di accusare il Movimento 5 Stelle perfino di aver creato il debito pubblico, nonostante a Parma il debito sia stato pesantemtne ridotto dall'attuale giunta che, guarda caso, è a guida Movimento 5 Stelle.

sabato 8 giugno 2013

Il Movimento 5 Stelle e gli altri

Capita il periodo che non ne hai voglia. Poi, ad un certo punto, senza che tu ne comprenda la ragione, la mano scivola sulla tastiera del computer e tutto sembra tornare come prima.
Così ripensi a quello che è capitato fino ad oggi e consideri che, tutto sommato, non è necessario governare. Tutto sommato si posssono fare delle cose anche dall'opposizione. Sì, perché, se il Movimento 5 Stelle avesse fatto il governo con il PD (anche senza il volere del PD, perché loro non hanno mai voluto sentirne parlare), forse non sarebbe riuscito, per una questione di lealtà verso l'alleato di governo, a far cambiare il decreto per i rimborsi della pubblica amministrazione verso le piccole e medie imprese. Ricordate? Volevano che i soldi passassero prima dalle banche e poi andassero agli imprenditori, ben ripulite. Ma, grazie al M5S, il giro è stato cambiato. Finalmente ora si comincia a parlare di riduzione degli stipendi dei politici, di eliminazione delle indennità (per sesempio ai ministri), di non partecipazione ai talk show, di abolizione dei finanziamenti ... se ne parla, almeno qualcosa si sta muovendo, grazie al lavoro del M5S. Ed ora? Volevano dare il 2 x mille ai partiti, anche se la gente non avesse espresso alcuna scelta. Grazie al M5S pare che, ove non ci dovesse essere scelta, i soldi torneranno allo Stato. Anche questa volta la porcheria incostituzionale (si rischiava di violare la regola del voto segreto) è stata scongiurata. Tante proposte sono state fatte e regolarmente bocciate, ma non tutto è perduto. Ora, a breve, si giocherà duro con le commissioni al completo. La partita è appena cominciata e i cittadini del M5S si divertiranno a fare il loro mestiere, gli altri invece soffriranno nel vedere sempre meno tutelati i propri interessi.

sabato 11 maggio 2013

Amaro in bocca

Resta l'amaro in bocca per un mafioso che muore e per il quale si osserva un minuto di silenzio negli stadi, ma solo, per fortuna, da parte dei calciatori, perchè il pubblico lo fischia sonoramnente e giustamente. Resta l'amaro in bocca per nove morti sul lavoro per i quali nessuno osserva un minuto di silenzio. Resta l'amaro in bocca per dei calciatori che conrtinuano ad ostentare il numero 31 in barba alla giustizia che ha stabilito che il numero giusto era il 29. Resta l'amaro in bocca per un uomo che, in barba alla giustizia, aizza ancora una volta, forse l'ultima, i suoi uomini contro quei giudici che hanno stabilito senza più ombra di dubbio che è un delinquente naturale e tale può essere apostrofato da tutti d'ora in poi, senza ombra di dubbio, anche se dovesse divenrtare, pur  senza merito alcuno, senatore a vita. Resta l'amaro in bocca per il continuo attacco ad un gruppo di persone che hanno rinunciato ad un rimborso elettorale da 42 milioni di euro ed hanno avuto lo stipendio più che dimezzato, ma per loro si discutre della diaria mentre per gli altri forse si otterrà per decreto la rinuncia del secondo stipendio. Resta l'amaro in bocca per un uomo che indirizza i propri moniti solo quando si tratta di imporre una pace ipocrita e pericolosa, mentre resta in silenzio quando si tratta di pretendere il rispetto delle istituzioni. Resta l'amaro in bocca quando capisci che quell'uomo in altre occasioni ha saputo pretendere il rispetto per le istituzioni del proprio Paese, in campo internazionale, e solo pochi mesi fa, mentre ora fa finta di niente di fronte agli attacchi alla magistratura e alla seconda forza del parlamento i cui parlamentari hanno visto violata la propria posta privata.
Resta l'amaro in bocca ma anche la grande convinzione che la strada è quella giusta. Se la gente fischia negli stadi, la strada è quella giusta, se ci sono proposte per dimezzare gli stipendi di tutti i parlamentari la strada è quella giusta, se ci sono ancora e sempre persone che hanno il coraggio di condannare senza paura, la strada è quella giusta, se ci sono dirigenti sportivi che cuciono solo due stelle sulle proprie bandiere e non le tre pretese da chi non voleva il rispetto delle regole, la strada è quella giusta. E se la strada è quella giusta, la speranza non può morire. Non ora.

martedì 16 aprile 2013

Una giornata particolare

Sì, è vero, in America è esplosa una bomba che ha creato un disastro di dimensioni immani, sia dal punto di vista fisico, essendo morte almeno 3 persone e di altre decine non se ne conosce il destino finale, sia dal punto di vista psicologico. E' vero, anche in Italia non ce la passiamo bene, la crisi, la gente che arranca, gli imprenditori che strillano. Ma oggi è una giornata particolare. Il voto di poche migliaia di cittadini ha dato un altro segnale a chi dovrebbe avere interesse a recepirlo.
Il Movimento 5 Stelle ha scelto il suo candidato per il Quirinale. Il nome non è di quelli altisonanti, ma è un nome semplice, che fa rasserenare il volto a chi già si era preparato a mordere allo spuntare della prima sillaba sul blog di beppe Grillo. Milena Gabanelli è una donna per bene, giovane, preparata, incolore, dal punto di vista politico. Sicuramente non accetterà, ma già il fatto che la gente abbia scelto lei, significa che c'è bisogno di bellezza. Di colpo tutti gli intrighi di palazzo sembrano lontani, un fastidioso sottofondo. Come appaiono brutti i litigi del PD, le parole urlate, i tatticismi esasperanti e malandrini del PDL. Il nome di Milena Gabanelli, induce alla serenità, alla dolcezza, ma anche alla fermezza di una donna che non si è fatta scrupoli quando a finire sulla graticola era stato Antonio Di Pietro. Chi meglio di lei potrebbe rappresentare l'imparzialità, l'onestà, la competenza.
Oggi è una giornata particolare, non era cominciata bene, ma è bastato questo sogno irrealizzabile per rendere più limpido il cielo.

mercoledì 27 marzo 2013

Fiducia

C'è una parola che è molto di moda in questo periodo. Nel post precedente avevo parlato della parola responsabili,oggi mi è venuto in mente che un'altra parola, forse più importante di quella,  è in giro: FIDUCIA.
Un vecchio slogan diceva che la fiducia è una cosa seria e si dà alle cose serie. E io aggiungo che si da alle persone serie e giuste al momento giusto. Bersani non ricorda a sé stesso che, per quanto lui possa essere una persona innocua e tutto sommato seria, è espressione del dalemismo che impera nel PD. Derivando quindi da quella corrente, come può sperare di avere un qualche potere decisionale, una certa autonomia che non sia condita da secondi fini legati a vantaggi per il partito che per vent'anni ha fatto accordi con il Forza Italia prima e il PDL dopo? Non dimentichiamo mai che D'alema ha proposto la bicamerale e con essa ha salvato il leader del centro-destra da sicura fine politica. Non solo, ma il centro-sinistra ha avuto due anni per cambiare questa legge elettorale tanto nociva e all'apparenza tanto odiata. Ma anche nel corso di quest'ultimo anno avrebbero potuto farlo, avendo una larga maggioranza e la copertura di un geverno tecnico. Niente, non hanno voluto fare niente, come pretendono oggi di avere la fiducia, dopo tutto questo curriculum? Quale fiducia può accordargli un gruppo di cittadini che, vilipeso per anni, è salito nelle stanze del potere con il determinato obiettivo di fare piazza pulita di tutte quelle ridicole strategie che hanno condotto il nostrto paese ad essere il peggiore della zona dei paesi indistrializzati e forse ad essere superato anche da molti paesi che indistrializzati non sono, almeno in alcuni settori della vita pubblica, come informazione e libertà di stampa? Niente fiducia, Bersani, spero con tutto il cuore che il Movimento 5 Stelle faccia quadrato e riesca a non cedere a tutti quei ricatti che sono una costante di questa stramaledetta seconda repubblica ormai al tramonto. Finita questa pantomima, se il Presidente della Repubblica avrà il coraggio degli uomini migliori, proporrà un Presidente del Consiglio di alto profilo che sia garante del programma dei cittadini a 5 Stelle, magari gradito al centro-sinistra, che faccia le cose che si possono fare fin dai primi cento giorni e, perché no, magari governare in maniera decisa verso l'uscita dal baratro per qualche anno. Altrimenti si metta fine a questa tortura e si vada a votare. Se dev'essere terza repubblica, che terza repubblica sia.

domenica 24 marzo 2013

Responsabili

C'è una parola che da qualche mese, ma forse è il caso di dire da un paio d'anni, circola in Italia, assumendo connotati che ogni volta si allontanano rispetto al significato iniziale: "RESPONSABILI". La responsabilità politica, perché è di questo che voglio parlare, è un concetto giuridico, politico e filosofico in base al quale si determina se un soggetto operante nello stato ed investito di una carica politica debba o meno rispondere (ed eventualmente a chi) delle scelte politiche compiute (Wikipedia). La parola responsabile deriva dal latino respondere, che significa appunto rispondere. Quindi il parlamentare eletto, se responsabile, deve rispondere agli elettori del suo comportamento e delle sue scelte. E qui nasce l'inghippo. Nella precedente legislatura alcuni parlamentari, per un fantomatico senso di responsabilità, hanno varcato il Rubicone accordandosi con l'opposizione politica e facendo sopravvivere un governo destinato a cadere pochi mesi dopo, fra le contumelie degli elettori che sono andati in piazza a festeggiare per la sua dipartita. Erano responsabili quei parlamentari? Non credo. I loro elettori li avrebbero volentieri crocifissi, invece sono stati rieletti, anzi nominati, nello schieramento avverso, quello che avevano contribuito a salvare.
Da qualche giorno si chiede ai parlamentari del Movimento 5 Stelle di essere responsabili e votare un governo, contravvenendo al proprio mandato elettorale, quello che gli elettori gli hanno conferito al momento del voto. Personalmente, da elettore, non condivido. Se quei parlamentari vogliono comportarsi da responsabili devono tenere la barra dritta e continuare a chiedere di poter governare, dato che né il centro-destra, né il centro sinistra hanno dimostrato di volere il bene del popolo italiano. Infatti, da oltre vent'anni, coprono vicendevolmente le proprie vergogne, nascondendo il fatto che mai il centro-destra ha abolito una sola tassa del centro-sinistra, anzi aggiungendone a sua volta, e mai il contro-sinistra ha abolito una sola legge-vergogna del centro-destra, anzi aggiungendone a sua volta. Non meritano niente e la vera responsabilità è inchiodare questa gente a fare quelle cose che dicono di voler fare ma che non faranno mai se non vi sono costretti dal senso di responsdabilità di chi non ha nulla da chiedere in cambio, ma agisce solo per senso di responsabilità verso i propri elettori (vedere l'abolizione delle province in Sicilia).
Visto che il PD ha "non vinto", scelga quindi di non governare e dia la fiducia a un governo gradito al Movimento 5 Stelle. In questo modo otterrebbe una scusa per disobbedire ai ricatti del PDL e, in caso di fallimento, potrebbe scaricare la colpa al Movimento 5 Stelle e vincere, finalmente, le prossime elezioni.
In caso contrario si rassegni a fare un governo con il PDL e continui ad essere massacrato dagli elettori e dalla Storia.

giovedì 21 febbraio 2013

La bellezza del Movimento 5 Stelle

C'è un'aria nuova nei rapporti fra le persone. Lo dico per esperienza personale. Un tempo passavo il tempo a litigare con i miei amici, per attaccare questo o quel politico, in base, non all'idea ma alla sua presunta onestà, che era più o meno limpida rispetto ad un altro. Ci si accapigliava, trascurando che, dietro le quinte, questo e quel politico passavano il tempo insieme a studiare nuove leggi da propinarci a dispetto delle nostre esigenze e soprattutto a tutela dei loro interessi. Noi cercavamo di scusare questo o quell'atteggiamento, litigando fra di noi, per difendere il meno peggio, le nostre ideologie, i valori che ciascuno aveva sempre coltivato, per convinzione personale o addirittura per eredità familiare. Trascuravamo, nella nostra foga,  di considerare ciò che succedeva veramente nelle stanze dei bottoni. Sì, perché in quelle stanze la corruzione delle idee, prima che gli interessi privati, avevano preso il sopravvento. Ma noi no, il popolo italiano continuava a litigare, convinto com'era che non si può lasciare la strada vecchia per la nuova, è troppo rischioso, meglio difendere il meno peggio, guardarsi in cagnesco con amici, parenti e conoscenti. Meglio non fidarsi di nessuno e difendere l'orticello.
Da un po' di tempo invece l'aria sta cambiando. La gente vuole sapere, chiede conto, grazie ad internet c'è più informazione. Per questo cercano di non farcelo usare come si deve. La gente comincia ad infischiarsene delle ideologie e lotta per le idee, propone, finalmente è scettica verso la vecchia nomenclatura, con le dovute eccezioni, che sono ancora regola, del voto di scambio. Lentamente la nuova coscienza popolare ha partorito un'onda, un desiderio. Sì, perché è da questo che nasce il fenomeno del Movimento 5 Stelle. Da un desiderio. Certo Grillo è abile, ha lavorato anni per raggiungere i risultati che in questi giorni sono sotto gli occhi di tutti. Sicuramente la crisi mondiale ha accelerato questo fenomeno. Ma la bellezza di quello che accade sta nel fatto che la gente non litiga più. Persone che un tempo si professavano di destra o di sinistra, ora si dichiarano convinti che bisogna togliere molto danaro a chi ha molto potere. Che è ora di finirla con la spremitura di limoni esangui. Che bisogna avere più diritti come avviene in qualunque Paese civile. Poi si discuterà sul cosa e sul come, ma ora gli obiettivi sono univoci, la gente ci crede, gli occhi sono finalmente ridenti. E' questo che deve aver visto Dario Fo in piazza Duomo a Milano. Il paragone con quel lontano 25 aprile deve essere consistito in questo, nella percezione che la gente è finalmente libera di decidere oltre le ideologie che incatenavano le idee. Finalmente siamo una comunità di persone che vogliono raggiungere gli stessi obiettivi. Il benessere comune che si contrappone al benessere di pochi privilegiati. Crediamoci andiamo fino in fondo e il sogno potrà diventare realtà.

martedì 5 febbraio 2013

Una luce in fondo al tunnel

E' vero, c'è un delinquente naturale che si aggira per l'Italia a fare promesse che non potrà mantenere. Infatti aveva promesso ai suoi alleati che non avrebbe fatto il presidente del consiglio in caso di vittoria. Quindi, o non manterrà la prima promessa fatta o non manterrà quelle successive. C'è un banchiere con il loden che promette che diminuirà le tasse che intanto ha aumentato fino a farci stramazzare tuti al suolo, mentre gli indici che doveva correggere peggiorano tutti tranne lo stramaledetto spread che ancora nessuno ha capito a cosa serve. C'è un uomo grigio, incolore, che non fa promesse, pigola credendo che sia il miglior modo per vincere elezioni, che ormai crede di aver vinto, ma che è ben lontano dall'averle vinte e per questo si è scordato il programma elettorale a casa. Ci sono poi presunti ladri, truffatori, mafiosi, candidati a rappresentare il popolo in Parlamento, che fanno vedere i loro faccioni che sorridono da manifesti abusivi incollati sui muri delle città e conditi da improbabili slogan che trasudano finto ottimismo.
E poi c'è una notizia, bellissima, e forse per questo poco evidenziata dagli organi di informazione di regime. I quali ostentano i loro sondaggi, uno al giorno, come se gli italiani stessero tutto il giorno al telefono a cambiare idea sulle loro intenzioni di voto. Come se, con la crisi che gira, non avessero nulla di meglio da fare che stare appresso a loro. La notizia è che fra gli under 23 il Movimento 5 Stelle è al primo posto.
Ecco, i giovani hanno già deciso che i partiti tradizionali hanno fallito, sono composti da mummie pietrificate in via di decomposizione, verranno spazzati via, se non a questa tornata elettorale, dove ancora forte è il voto di scambio, alla prossima, dove gli effetti saranno attutiti dalle corruzioni che ne avranno svuotato il contenuto. Perché nella prossima legislatura, c'è da crederlo, i partiti non cambieranno nulla delle proprie abitudini. Dopo aver riflettuto profondamente sugli esiti del voto per due lunghissimi nanosecondi, continueranno, come prima, più di prima, a cercare di sbranare quello che resta dei nostri sacrifici, pagati a lacruime e sangue con le tasse.
Ma, se così stanno le cose, una luce in fondo al tunnel c'è per davvero, se i giovani hanno deciso di cambiare allora siamo all'alba della speranza, si intravede l'aurora di un nuovo giorno. Allora l'Italia può davvero farcela.

lunedì 21 gennaio 2013

La cattiva informazione

Mentre i giornali continuano a parlare di Grillo e del Movimento 5 Stelle solo nei termini della querelle con i sindacati, nessuno si cura delle folle oceaniche che riempiono le piazze durante i suoi comizi e nessuno si cura delle proposte che Grillo fa, concentrando invece l'attenzione su grigi leaders che parlano stravaccati su poltrone televisive, lontani dalla gente. In fondo è meglio cercare di mettere il Movimento 5 Stelle in cattiva luce parlando a vanvera su una polemica inesistente. Sì, perché credo che nessuno possa negare che i sindacati più in vista, cioè la triplice, hanno fatto patti col governo cedendo lentamente sui diritti dei lavoratori, quegli stessi diritti che i loro predecessori hanno impiegato anni per poterli acquisire. E loro li svendono per avere uno scivolo verso una futura candidatura in politica. Chi erano Polverini, Bertinotti, Marini, Cofferati e compagnia continuando, prima di entrare a a far parte delle istituzioni?
Si preferisce tirare colpi bassi a un movimento che sta dilagando nel Paese e si cerca di nascondere il fatto sacrosanto che in Sicilia i consiglieri di tale Movimento, prima che venga approvata un'apposita legge, hanno restituito il 75% dello stipendio e lo hanno destinato ad un fondo dedicato al finanziamento delle piccole e medie imprese. Analogo discorso viene fatto da Grillo in questi giorni, per quel che riguarda i parlamentari che saranno del Movimento 5 Stelle. Anche per allora è prevista analoga azione, indipendentemente dalle leggi che verranno approvate in proposito. Ma nessuno ne parla, si preferisce parlare dell'inutile querelle con i sindacati. Forse perché su questo argomento si registra l'unico scivolone televisivo del cavaliere quando, intervistato da Ilaria D'Amico su Sky, è stato meso in crisi peroprio dal fatto che non è riuscito nemmeno a promettere una simile azione, ma ha parlato genericamente di una proposta di legge che verrà, beccandosi il sarcasmo dell'intervistatrice e concludendo l'intervista con un "lei è molto cattiva".
Ma tutti preferiscono dire che il PDL è in rimonta, nessuno dice delle difficoltà, non dico per la formazione delle liste, che a quanto pare sono comuni a tutti tranne che, guarda caso, del Movimento 5 Stelle, che ha già chiuso la partita con largo anticipo sulla scadenza. Ma almeno sui contenuti della campagna elettorale.
Continuate così, ma nessuno venga a parlarmi di voto utile perché, a questo punto, io so benissimo da che parte guardare.