T'ho visto soffrire e t'ho curato
non so se ho fatto bene o se ho sbagliato
t'ho visto soffrire e con carezze
nel palmo della mano t'ho portato.
Sempre più debolmente miagolavi
e gli occhi sempre meno utilizzavi
finché al veterinario t'ho portato
per dirgli in quale stato ti trovavi.
Sono tornato a casa senza voce
sembravi più pesante di una croce
seguivi nel silenzio il tuo calvario
chiedendo, nel dolore, un po' di luce.
La madre che ti aveva generato
accanto al tuo cadavere ha vegliato
tutta la notte, senza andare via
fino al mattino, quando mi ha avvisato.
A te che mi hai donato un'esperienza
con la tua piccola e preziosa esistenza
due brevi righe voglio dedicare
che diano, nel ricordo, la presenza.
"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)
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lunedì 14 giugno 2010
martedì 8 giugno 2010
Eppure era solo un gattino appena nato.
Non se ne va dalla testa. E' morto un gattino della cucciolata. Il più fragile, il più piccolo di tutti. La malattia lo aveva colpito ma è inutile negare che la cosa che non riesco a dimenticare è che forse l'ho curato male, me lo sento come una colpa personale. Certo, la causa potrebbe essere stata l'aggiunta, alla cucciolata vera e propria, di altri due cuccioli che rischiavano di morire nella loro cucciolata di origine, così la madre ne ha dovuti accudire sette anziché cinque. Non so quale è stata la causa, ma mi ha fatto molto male vedere morire quell'esserino che negli ultimi giorni avevo accudito personalmente, vedendolo sompre più in difficoltà. Poi, quando era già avanti con il suo male, l'ho portato dal veterinario, nel disperato tentativo di salvarlo. Ma lì, invece che salvarlo, ho capito che la soluzione migliore sarebbe stata la soppressione, anche perché è morto poche ore dopo.
Di tutta questa vicenda, la cosa che più mi ha sorpreso è stato l'atteggiamento della madre. E' una gatta che ha saputo accogliere i nuovi mici che le sono stati affidati, li ha tenuti e cresciuti come fossero suoi. Tutte le sere usciva a passeggio, poi il mattino tornava a mangiare e ad allattare. Ma ieri sera non è uscita, è rimasta accanto al corpicino del figlio e lo ha pianto, presumo, tutta la notte. Stamattina, quando mi ha sentito, si è avvicinata alla porta, si è fatta vedere e mi ha quasi chiesto di seguirla, dove il piccolo giaceva senza vita. Beh, in questo atteggiamento io ci ho visto tanta umanità, tanto amore. E certo se ne vedono in giro di filmati di animali che restano anche per ore a sorvegliare il corpo senza vita di un loro simile, morto per un incidente stradale. Ma vederla dal vivo, così afflitta, con la coda bassa, lei che la teneva sempre orgogliosamente alta, mi ha fatto pensare. E ognuno può commentare, secondo il proprio punto di vista, la bellezza di quei sentimenti.
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