"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)
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martedì 16 ottobre 2012
martedì 26 gennaio 2010
Stupefacente politica ...
Stupisce sentir parlare esponenti di un partito che ha scelto di chiamarsi 'Democratico', mentre disquisiscono davanti ai giornalisti che li pungolano, perché non stanno intervistando il capo supremo, sul tema delle primarie. Stupisce soprattutto perché non si tratta degli ultimi arrivati, ma di persone che si sono spese da tempo all'interno della sfera politca, hanno dato molto ed hanno ricevuto in cambio molto di più. Stupisce sentire Latorre, Bersani, D'Alema dire che le primarie sono uno strumento nelle mani dei cittadini, laddove le circostanze lo richiedano, laddove invece non è necessario le nomine vengono decise dall'alto. E' stupefacente sentirli disquisire dopo che hanno voluto ed approvato lo statuto del proprio partito, che ha dedicato un articolo intero all'argomento delle primarie e non è un articolo breve, anzi, è ben articolato e dettagliato sulle circostanze, i metodi e tutto il resto, come è gisuto che sia, in un partito che si definisce democratico. Questi signori, invece, mettono in dubbio la democrazia che avevano, in un primo momento, concesso. Come se si fossero resi conto che ne avevano concessa troppa ed ora cercassero disperatamente di fare un passo indietro. Stupisce che loro si sono opposti poco alle invettive della destra contro la Costituzione, lascia l'amaro in bocca il loro atteggiamento di rinuncia ad una opposizione valida, un atteggiamento che si comprenmde solo alla luce che, anche loro, nel loro piccolo, cercano di rinnegare regole statutarie che loro stessi hanno istituito. Stupisce, in tale perversa logica che abbiano chiesto al sindaco di Bari di proporsi come candidato alla presidenza della regione, sapendo che la cosa era incompatibile con la carica ricoperta. Stupisce sapere che era in cantiere una legge per consentirgli di poter procedere ugualmente alla esecuzione del famigerato progetto. A tale proposito stupiva, ma a questo punto ne abbiamo una risposta lampante, la scarsa opposizione nei confronti delle cosiddette leggi ad personam proposte ed approvate dalla destra di governo. Insomma, alla luce di quanto accaduto nel laboratorio della Puglia, ritengo che non ci si debba stupire più di nulla, neanche della volontà di appoggiare l'UDC, partito rappresentato, tra gli altri da un personaggio condannato in secondo grado a sette anni per reati di mafia. Di nulla, ormai, benvenuti in Italia.
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paolo giannuzzi
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lunedì 25 gennaio 2010
Ma adesso stiamo attenti.
La notizia è arrivata in nottata. Almeno quella dei dati certi. Circa 140.000 pugliesi hanno dato la preferenza a Vendola, il governatore uscente. Tutte queste persone hanno fatto la fila nel freddo pungente ed hanno confermato la fiducia ad un uomo fuori dai partiti, almeno quelli parlamentari, che avevano dato ben altra indicazione. Ma la gente non si è fatta convincere. Ha votato contro un sistema marcio dalle fondamenta. La gente non ha gradito il legame molto pericoloso fra l'UDC del non segretario Casini e l'imprenditore Caltagirone, in odore di privatizzazione dell'acquedotto pugliese. La gente ha gradito invece le politiche ambientali del governatore uscente che, non a caso, ha deciso di riformulare il nome del suo movimento da Sinistra e Libertà in Sinistra, Ecologia e Libertà. Perché ha ridotto drasticamente le emissioni di diossina a Taranto, una situazione che, negli anni, aveva causato molti tumori tra la popolazione. Ha detto basta alla lottizzazione selvaggia del territorio delle coste pugliesi. Ha detto chiaramente che il governo si dovrà servire dei carri armati se vorrà costruire le centrali nucleari in Puglia, e dovranno essere anche blindati di ultima generazione, altrimenti non entreranno nella nostra regione. Ma questo non è un no tanto per dire perché, nel frattempo, ha incrementato in maniera significativa la produzione di energia rinnovabile, come l'eolico e il fotovoltaico. Infine la ciliegina dell'acquedotto pugliese, il clamoroso autogol di Baffino, il re dell'inciucio e delle sconfitte colossali da parte di un elettorato che non lo sopporta più e che ieri gli ha chiesto a gran voce di dimettersi. Ora però non è finita, bisogna vigilare perché il Nostro, non contento, potrebbe puntare ad avvelenare la campagna elettorale, non per fini politici, perché non credo che l'UDC si alleerà con il PDL, ma anche solo per dire 've lo avevo detto'.
lunedì 13 luglio 2009
Beppe Grillo e le primarie del PD.
Dopo Franceschini, Bersani, Marino e Adinolfi (non lo sa praticamente nessuno, ma esiste anche la sua candidatura), anche Beppe Grillo si è aggiunto all'elenco di candidati alla carica di segretario del PD: http://www.youtube.com/watch?v=lwPNmScWgQQ.
Sarà difficile che alla fine se ne faccia qualcosa, tanto per essere chiari il regolamento così recita: “Per potersi candidare alla primarie del partito democratico è necessario innanzitutto essere iscritti al partito alla data nella quale vengono convocate le elezioni (ovvero, il 26 giugno). Tutte le candidature debbono essere sottoscritte da almeno il 10% dei componenti l’Assemblea Nazionale uscente, oppure da un numero di iscritti compreso tra 1500 e 2000, distribuiti in non meno di cinque regioni, appartenenti ad almeno tre delle cinque circoscrizioni elettorali per il Parlamento europeo. Il passaggio successivo è raccogliere nelle assemblee dei circoli del Pd il sostegno degli iscritti. Alla fine ad essere ammessi sono i primi tre che superano almeno il 5% su base nazionale e comunque tutti quei candidati (fino a un massimo di sei) che superano comunque il 15%. Un comunicato del Pd, infine, precisa che: "per candidarsi a segretario nazionale del Partito Democratico, in base allo Statuto, occorre essere iscritti ed essere in regola con i requisiti d'iscrizione: riconoscersi nel Manifesto dei valori, nel Codice etico e nello Statuto del Pd. Per votare alle consultazioni primarie invece non c'è bisogno di avere la tessera del partito. Potranno infatti votare, il 25 ottobre, tutti i cittadini che si dichiarino elettori del Pd, riconoscendosi nella sua proposta politica e sostenendolo alle elezioni".
Non so che connotato dare a questa candidatura, Beppe Grillo è un uomo forte, in grado di sparigliare le carte ma, allo stesso tempo, non è quella persona che serve per tenere unito un partito che minaccia, un giorno si e l'altro pure, una scissione. Beppe Grillo è una bomba che rischia di far saltare in maniera irreversibile i già fin troppo delicati equilibri del partito. In questo momento al PD serve un abile mediatore che sappia lenire le dolorose frizioni interne (basti ricordare la dichiarazione della senatrice Binetti, la quale ha dichiarato che, se dovesse vincere Marino, lascerebbe il Partito, a meno che il collega senatore non riveda alle sue idee sulle termatiche di fine vita). Perchè il PD, come il PDL, non essendo partiti nati dal basso, non riusciranno mai ad essere dei veri e propri partiti. Ma mentre il PDL ha trovato nel presidente del consiglio il suo collante, il PD non riesce a trovare un leader altrettanto cattivo, caimano, tanto per utilizzare un termine abusato, in grado di mettere a tacere o, se vogliamo, di conciliare, tutte le varie anime del partito.
Ma il sasso nello stagno è stato gettato, ora si tratta solo di aspettare e vedere quello che succede.
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