"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)
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venerdì 27 novembre 2009

Alle donne qualche dato sugli screening mammografici.

Ogni volta che si parla di donne e di diritti delle donne e di violenza sulle donne, sento come il bisogno di gratificarle, per il solo motivo di esistere e di regalarci quanto meno la loro dolcezza e la loro bellezza. A loro, dopo la giornata che ricorda la violenza sulle donne, e dopo una giornata che ha segnato una sconfitta per le donne, a causa dello sbarramento da parte del senato alla distribuzione della pillola RU486, a loro, dicevo, voglio dedicare questo post, tratto da Doctornews, che possa essere informativo e spero gradito.
Solo una donna pugliese su dieci accede allo screening mammografico: 28.000 le donne coinvolte nel 2007, l’11,8 per cento delle aventi diritto. Un dato di gran lunga inferiore alla media nazionale: a quasi 20 anni dall’avvio dei programmi biennali di screening per la diagnosi precoce del tumore al seno, poco più del 60 per cento delle donne italiane aventi diritto riceve l’invito a sottoporsi all’esame mammografico. Circa 3 milioni di donne non sono coinvolte. La percentuale di donne che accedono ai controlli periodici è fortemente squilibrata fra il Nord e il Centro da un lato, dove varia tra il 70 e l’80 per cento, e il Sud e le Isole dall’altro, dove si supera di poco il 25 per cento. La mancata adesione ai programmi di screening comporta un ritardo nella diagnosi di tumore al seno e diminuisce le chances della terapia, che oggi può portare alla guarigione in un numero crescente di casi. Superare le differenze regionali nell’accesso allo screening mammografico è uno degli obiettivi della campagna Breast Friends for life e adesso è anche l’impegno di un gruppo di parlamentari, firmatarie di una mozione che chiede al Governo di promuovere l’omogeneità su tutto il territorio nazionale nell’accesso ai controlli periodici (la mammografia biennale per le donne tra i 50 e i 70 anni come previsto dai LEA).La mozione è stata illustrata a Roma, in occasione della consegna al Vice Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Ferruccio Fazio, da parte della Presidente di Salute Donna onlus, Annamaria Mancuso, delle oltre 10.000 firme del Manifesto Breast Friends for life nel quale sono sintetizzati i capisaldi della lotta contro il tumore al seno: informazione, diagnosi precoce, adesione alla terapia e supporto psicologico.
L’incidenza della malattia è in crescita: una donna su otto è destinata a sviluppare questa neoplasia. Stile di vita corretto e diagnosi precoce rimangono i migliori alleati nella lotta alla malattia. “Diagnosticare per tempo un tumore consente una guarigione nel 90 per cento dei casi” – afferma Paolo Marchetti, Direttore Oncologia Medica, Ospedale Sant’Andrea, II Facoltà di Medicina e Chirurgia, “Sapienza” Università di Roma – “e lo screening mammografico è in grado di rendere gli interventi di chirurgia mammaria meno invasivi e di ridurre di circa il 25 per cento la mortalità”. La mortalità del tumore al seno si è ridotta molto negli ultimi anni, grazie anche ai rivoluzionari progressi nelle terapie. Oggi la parola d’ordine è “terapia personalizzata”, ovvero una strategia terapeutica che tiene conto del fatto che ogni donna ha un tumore al seno differente. La campagna Breast Friends for life ha voluto contribuire ad aiutare le donne ad affrontare in modo consapevole ed informato il percorso terapeutico dopo una diagnosi di carcinoma mammario. Diverse infatti sono le forme in cui può presentarsi il tumore alla mammella e quindi diverse le terapie: ne è un esempio la forma HER2 positiva, molto aggressiva, che rappresenta il 25-30 per cento di tutte le neoplasie della mammella e per la quale le terapie mirate come gli anticorpi monoclonali hanno mostrato risultati eccellenti. Questa campagna è un altro piccolo grande passo nella lotta contro la malattia.

venerdì 17 luglio 2009

L'uso di terapie personalizzate nella cura dei tumori.

Da sito doctornews arrivano buone notizie legate alle nuove terapie contro i tumori e questo blog ha deciso di farsene portavoce, soprattutto per aumentare il buon umore del fine settimana.
Negli ultimi anni, oltre un milione e mezzo di italiani sono guariti dal cancro, anche grazie a nuove terapie mirate e personalizzate. Di questi, 400 mila sono sopravvissuti a un tumore al seno. Un risultato ottenuto anche grazie alle terapie a bersaglio molecolare, cure innovative e personalizzate che, dal 1998 al 2008, hanno portato a un aumento del 5% della sopravvivenza nel caso dei tumori al seno, colon-retto, rene, stomaco-intestino e linfomi. Il tutto insieme a una prevenzione più stringente, programmi di screening innovativi e trattamenti 'tradizionali' sempre più affinati. Un mix che colloca l'Italia tra i Paesi europei con la più bassa mortalità per cancro. Lo hanno sottolineato gli specialisti oncologi intervenuti ad un incontro tenutosi a Roma e voluto dal Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita della presidenza del Consiglio (Cnbbsv). "In futuro - sottolinea il presidente del Cnbbsv, Leonardo Santi - le terapie saranno sempre più personalizzate, ma in questo momento occorre potenziare la ricerca concentrandola sui marcatori biologici, in modo da trattare solo i pazienti che rispondono a quella cura. Ed evitando fughe in avanti o inutili pessimismi sulle prospettive legate all'uso di questi medicinali innovativi: c'è ancora molto da fare. E le valutazioni tecniche - incalza l'esperto - non devono mai passare in secondo piano rispetto a considerazioni sugli equilibri di spesa. Insomma, occorre razionalizzare gli interventi, tenendo conto che le terapie personalizzate hanno prodotto benefici evidenti per i malati di tumore". Ricercatori, oncologi e farmacologi riuniti a Roma sono convinti che il futuro sarà sempre più rivolto alla personalizzazione delle terapie. "E' improprio - dice infatti Francesco Cognetti, direttore del dipartimento di oncologia medica dell'Int Regina Elena di Roma - parlare di tumore al seno. Si deve usare il plurale, perché le differenze biologiche fra le pazienti sono tante". La buona notizia è che questa neoplasia è fra quelle che "più hanno beneficiato della target therapy, che può portare alla guarigione. Oltre tutto i farmaci molecolari nel caso del seno sono già utilizzati ed efficaci nella fase adiuvante", dopo l'intervento chirurgico.
A sentire queste cose, mi viene in mente una mail che ho inviato ad un esponenete politico locale, in risposta ad un suo discorso. Di quella lettera vi voglio proporre un brevissimo stalcio, per testimoniare che spesso, parlando di tumori, è facile andare incontro a luoghi comuni infondati. "... Innanzitutto lei ha parlato di 'una crescita esponenziale della mortalità per cancro' ... non so che dati ha lei, ma dalle mie fonti (rapporti del Ministero, dell’Istituto superiore di sanità e riviste del settore) risulta che negli ultimi anni la mortalità per cancro si è ridotta sistematicamente di oltre il 2% l’anno ..."
Alla luce di queste nuove acquisizioni, mi auguro che si smetta di piangerci addosso e si cominci a fare una campagna di informazione seria perchè, ferma restando la bontà di tutti i progressi nella cura dei tumori, la vera terapia è la prevenzione che si attua seguendo stili di vita adeguati al corpo che la natura ci ha fornito.