"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)
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venerdì 6 marzo 2009

Vieni avanti, Gasparri!

Ogni giorno ne viene fuori uno. Oggi è stato il turno di Maurizio Gasparri, il quale, pur non avendo un titolo specifico a parlare di tematiche di fine vita e testamento biologico, è quello che ne parla più di tutti. E a sproposito. Non sarebbe forse il caso di far parlare un medico esperto del settore, come ad esempio Ignazio Marino, che da anni si occupa della cosa e che ha anche presentato un disegno di legge in Parlamento, inascoltato?
No, in Italia si preferisce ascoltare un signor nessuno qualsiasi, che sulla cosa al massimo può essere in grado di dar fiato ai denti, ma non certamente di illuminare la nostra ignoranza. Così l’illustre giureconsulto, ieri ha pontificato: "Il nostro partito vuole l'intesa, ma diciamo no a norme-manifesto che creino ambiguità sul principio dell'eutanasia. Ribadiamo che idratazione e nutrizione non sono terapie ma un diritto da garantire a tutti". Ora io mi chiedo, perché si consente a tutti di prendere la parola, anche su temi così delicati? Siamo in democrazia, certo, ma ad un certo punto bisognerebbe introdurre un certo filtro, altrimenti non ci capisce più niente nessuno. Vediamo perché. Se le cose andassero come sembra vogliono che vadano, avremmo risolto il problema degli anoressici o di chi fa lo sciopero della fame, che attualmente non possono essere alimentati per forza, perché c’è il Codice di Deontologia Medica che all’articolo 53 recita: “Se la persona è consapevole delle possibili conseguenze della propria decisione, il medico non deve assumere iniziative costrittive né collaborare a manovre coattive di nutrizione artificiale nei confronti della medesima, pur continuando ad assisterla”. Capito, illustre giureconsulto? Ricordo che il Codice di Deontologia Medica è intra legem, cioè concepito all’interno dei dettami della legge vigenti e della Costituzione della Repubblica Italiana. O vogliamo calpestare completamente la dignità della professione medica (peraltro già umiliata dalla norma sugli immigrati clandestini da segnalare), oltre che la dignità delle persone, in quanto pazienti? Bisogna affermare senza paure il diritto all’autodeterminazione di ciascuno, ciò che non è un male per la società è da considerare etico e quindi passibile di scelta, non di obbligo, da parte dei cittadini. Non è detto che approvare un documento significa obbligare tutti a seguire una linea, all’interno di una possibilità relativamente ampia ognuno è e deve rimanere libero di scegliere secondo la propria coscienza, nessuno deve essere costretto a scegliere secondo l’etica di qualcun altro.
In uno dei prossimi post elencherò ciò che accade in proposito in altri paesi civilizzati.

lunedì 2 marzo 2009

Dopo la Costituzione, il Codice Deontologico

Codice di deontologia medica:
art. 10 (Segreto professionale) Il medico deve mantenere il segreto su tutto ciò che gli è confidato o di cui venga a conoscenza nell’esercizio della professione. …
art. 38 (autonomia del cittadino e direttive anticipate): … Il medico, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà, deve tenere conto nelle proprie scelte di quanto precedentemente manifestato dallo stesso in modo certo e documentato.
art. 39 (Assistenza al malato a prognosi infausta) In caso di malattie a prognosi sicuramente infausta o pervenute alla fase terminale, il medico deve improntare la sua opera ad atti e comportamenti idonei a risparmiare inutili sofferenze psichicofisiche e fornendo al malato i trattamenti appropriati a tutela, per quanto possibile, della qualità di vita e della dignità della persona. In caso di compromissione dello stato di coscienza, il medico deve proseguire nella terapia di sostegno vitale finché ritenuta ragionevolmente utile evitando ogni forma di accanimento terapeutico.
art. 53 (Rifiuto consapevole di nutrirsi) Quando una persona rifiuta volontariamente di nutrirsi, il medico ha il dovere di informarla sulle gravi conseguenze che un digiuno protratto può comportare sulle sue condizioni di salute. Se la persona è consapevole delle possibili conseguenze della propria decisione, il medico non deve assumere iniziative costrittive né collaborare a manovre coattive di nutrizione artificiale nei confronti della medesima, pur continuando ad assisterla.
Sembra quasi che, oltre a voler delegittimare la Costituzione, questo esecutivo voglia delegittimare anche il Codice di Deontologia Medica. Infatti il provvedimento secondo il quale i medici dovrebbero segnalare i clandestini cozza in maniera palese con l'articolo 10, mentre tutta la polemica sul testamento biologico contraddice platealmente gli altri articoli segnalati, quasi che fino ad ora non siano esistiti gli scioperi della fame o gli anoressici che muoiono perchè rifiutano acqua e cibo, senza che nessuno possa imporgli di alimentarsi. Io non credo che possano esistere sensibilità di serie A (per esempio quelle dei cattolici) e sensibilità di serie B (quelle dei medici). Uno stato laico deve poter essere garante di tutti, lasciando libertà di scelta ai suoi cittadini. Per inciso l'affluenza di cittadini stranieri ai pronto soccorso è già diminuita del 15%, con conseguenze che per il momento non è dato sapere.