"Non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”. (Paolo Borsellino)
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lunedì 25 maggio 2009

Troppi bambini saltano la colazione

Iniziamo la settimana con un consiglio salutistico, che non può che giovare ai nostri piccoli. Ho letto, modificato e m'impegno a diffondere, con il presente post, un articolo tratto da Doctornews. Buona lettura e buon inizio di settimana a tutti.
Tempi stretti per i genitori spesso impegnati a preparare il piccolo assonnato, mentre si cerca di guadagnare tempo per poter magari correre in ufficio. Così "almeno il 30% dei bambini italiani salta la colazione, senza contare che molti altri si limitano a prendere rapidamente qualcosa al bar insieme a mamma o papà. Una cattiva abitudine, perché se la colazione è un pasto importante per gli adulti, lo è ancor di più per i bambini. Non a caso si è visto che i bimbi obesi sono fra quelli che saltano più spesso la prima colazione. Inoltre c'è una chiara differenza nel mantenimento di concentrazione e attenzione in classe tra i piccoli che fanno colazione, e quelli che la saltano". Parola di Marcello Giovannini, ordinario di Pediatria dell'Università di Milano, nonché fondatore della Società italiana di nutrizione pediatrica. "E' fondamentale - dice il pediatra - l'assunzione della giusta quota di calorie all'inizio di un nuovo giorno, entro due ore dal risveglio: modifichiamo i nostri ritmi biologici, ci ricarichiamo dopo il digiuno notturno e così 'funzioniamo bene' durante il giorno". Un discorso valido sia per gli adulti che per i bambini. "In più - ribadisce Giovannini, padre di 4 figli - per i piccoli si tratta di un momento sociale importante: dopo aver perso l'abitudine del pranzo in casa tutti insieme, è bene rispettare almeno un appuntamento conviviale che veda riunita insieme tutta la famiglia". Per essere degna di questo nome però, avverte Giovannini, la colazione deve essere fatta bene: seduti a tavola e senza fretta. "Vietato il mordi e fuggi. Bisogna concedersi tempo e fare un pasto corretto, ma anche parlare e scherzare. Per questo - racconta - in famiglia prepariamo tovaglia, posate e tazze la sera prima: basta organizzarsi per non farsi mancare una colazione tutti insieme."Non esiste - dice il pediatra - una colazione tradizionale italiana perfetta, i modelli variano un po' da Nord a Sud: l'importante è non esagerare, e soprattutto tenere conto dell'attività fisica nel corso della giornata". No alle colazioni lampo, ingurgitate sulla soglia di casa. E soprattutto, "mai far fare ai piccoli la colazione da soli: la convivialità è importante". L'ultimo ingrediente importante della colazione perfetta è, secondo lo specialista, la mamma. "Ci deve essere: il fatto di vederla ogni mattina impegnata a spalmare la crema di cacao e nocciole su una fetta di pane rassicura il bimbo, gli fa vedere che ci si prende cura di lui". Insomma, un'immagine vale più di tante parole, e anche per questo è il caso di mettere la sveglia qualche minuto prima.

venerdì 22 maggio 2009

Lasciate che i bambini vengano a me. Serenamente.

Mi è capitato, in questi giorni, di leggere articoli che parlano di religiosi che compiono abusi sessuali. Non so, sarà il caldo, ma questa storia sembra essere una costante mascherata, che si muove sotto pelle, nel tessuto sociale, e soprattutto nel silenzio assordante del Vaticano.
Io penso che l'uomo non nasce pedofilo o maniaco sessuale. A queste condizioni ci si arriva alla fine di un percorso, fatto di repressioni, rinunce, sacrifici. Insomma ci sono leggi che uno capisce e rispetta perchè magari ritiene che siano giuste, che abbiano un fine. Ci sono invece leggi nate nel mezzo di un certo percorso, che rappresentano un'evoluzione, vitale per la sopravvivenza di tutte le cose terrene, ma che poi alla luce di nuovi cambiamenti culturali, sociali e quant'altro, devono evolvere a loro volta per non rischiare di perdere ciò che di buono si è riusciti ad ottenere nel tempo. Cercherò di decifrare il mio linguaggio in codice. Naturalmente, se non si era capito, parlo del matrimonio del preti. E' nato nel corso della storia della religione cristiana ed ha rappresentato un'evoluzione, una di quelle cose che sono nate strada facendo e che ha, insieme alle altre riforme, caratterizzato l'evoluzione del cristianesimo. Alla luce di quello che sta succedendo in questi giorni, ma anche alla luce del fatto che il Papa è andato in America ed ha sollevato il problema dei preti pedofili, alla luce della crisi di vocazioni, alla luce del problema che costituì per la Chiesa la vicenda di monsignor Milingo, che portò avanti una battaglia personale, rimettendoci di persona, in favore del matrimonio dei preti. Alla luce di tutte queste cose, ma anche alla luce del fatto che, nonostante vi siano dei movimenti all'interno della Chiesa che sarebbero favorevoli al matrimonio dei preti, nessun vescovo, nel corso del sinodo di qualche anno fa ha votato a favore e questo mi fa pensare male. Lascia il dubbio sulla esistenza di democrazia all'interno di tale istituzione. Restano infine le deviazioni. E' chiaro che se un uomo, dotato come tutti di testosterone, non può sposarsi, non può avere amanti nascoste, perchè la cura sarebbe peggiore del male e perchè, non potendo usare i preservativi rischierebbe gravidanze indesiderate, col rischio poi di dover praticare l'aborto che è vietato. Non può masturbarsi, perchè anche quello è peccato. E' chiaro che alla fine il cervello rischia di scoppiare e di intraprendere strade che esulano dalla volontà dell'individuo. Ripeto, pedofili non si nasce, è la vita che porta gli uomini a percorrere determinate strade. E' un pò come accade per certi contadini che hanno rapporti con gli animali che allevano. A furia di avere davanti agli occhi la rappresentazione di un desiderio represso, si finisce per usufruirne, incuranti del fatto che si sta oltrepassando il limite della liceità. Così, nel caso dei preti, finiscono per pagare gli anelli più deboli della catena. Da una parte i preti stessi che porteranno nel cuore il peso di un crimine odioso, dall'altra i bambini, che resteranno traumatizzati a vita per gli episodi che hanno dovuto subire, a volte in silenzio. Con l'aggravante che, da grandi, potrebbero non superare il dramma psicologico ed essere a loro volta deviati nell'approccio all'attività sessuale. Io non credo che le cose non si possano cambiare. Si può fare con quelle scritte, figuriamoci con quelle non scritte. E il matrimonio dei preti è una di queste. Il cambiamento è la strada evolutiva per evitare l'estinzione della specie. Alla luce di quello che si sente in giro, credo che per la Chiesa sia giunto il momento di cambiare. Pena l'inevitabile estinzione.